La Top-Ten del Normanno – 2019

Accidenti: è un anno esatto che non scrivo! Davvero il tempo è mancato – a stento ho avuto quello per giocare, che non deve mai mancare a mio avviso nella vita di una persona. Non giocare significa invecchiare. Già.

Comunque, il 2019 è stato un anno terribile, ma dal punto di vista ludico è stato invece decisamente interessante. Molti progetti hanno visto la luce, i giochi di ruolo si stanno consolidando sempre più, con un parco giocatori sempre più vasto, e l’entertainment legato principalmente a D&D non è mai stato così vasto, con “grandi giocatori” ed “esperti” su ogni canale in streaming, che sia YouTube, Twitch, o qualsiasi altra cosa seguiate. Il mio anno ludico è stato altrettanto interessante, partito un po’ in sordina, ma finito davvero alla grande. Ho dovuto persino cambiare il mobilio della stanza per accomodare l’altrimenti troppo grande collezione, e per intavolare giochi sempre più grandi e belli da vedere e da giocare. Ho dovuto purtroppo mancare l’appuntamento con Essen per motivi di lavoro, ma in compenso Lucca 2019 per me è stata la migliore di sempre. Delusioni? Mah, pochissime, a dire il vero; invece vorrei menzionare dei runner up di questa classifica, che non entrano nei primi dieci principalmente perché o non ho acquistato il titolo, o ci ho giocato troppo poco per apprezzarlo a pieno. Eccoveli: U-Boot, semplicemente la miglior simulazione bellica sui vostri tavoli, realistica fino all’inverosimile ma che necessita per esser goduta appieno di quattro patiti della guerra sottomarina; Wingspan, un german – ah, scusate, si dice Euro – che riesce persino a sembrare vagamente ambientato, col solo difetto di durare un po’ troppo; Four Against Darkness, un gioco in solitario che simula le incursioni nei dungeon in perfetto stile Old School; la IV edizione di Warhammer Fantasy Roleplay, che non ha bisogno di presentazioni; Minecraft Builders and Biomes, molto divertente e dai materiali eccellenti; Pacific Rim Extinction, coi suoi grandi modelli predipinti di Kaiju e Jaeger (dai, lo aspettavamo un po’ tutti); Battlestar Galactica Starship Battles, con il suo ottimo regolamento e miniature spettacolari; e infine il ritorno di Aeronautica Imperialis coi suoi modelli di caccia e bombardieri davvero oltre ogni tempo e storia. E veniamo infine ai miei magnifici 10, che quest’anno sono stati davvero difficili da scegliere, e li metto in ordine numerico solo per necessità, ma per me dopo il secondo sono tutti medaglia di bronzo ex aequo.

 

10 – Tripods & Triplanes. Mostruosi tripodi marziani contro biplani della prima guerra mondiale, in tempo per un po’ di sceneggiati televisivi su La Guerra dei Mondi, pienamente compatibile con Wings of Glory, e giocabile persino in solitario, dalle perverse menti di Nepitello e Angiolino. Che vuoi di più?

9 – Dungeons & Dragons: Dungeon of the Mad Mage. Mi riferisco ovviamente al gioco da tavolo (da poco reperibile persino in italiano), la sesta scatola della lunga e spettacolare serie di Dungeon Crawlers di D&D. Miniature spettacolari, avventure difficili, pienamente compatibile coi precedenti, e bellissimo come al solito.

8 – Mutant Chronicles: Siege of the Citadel. La riedizione di uno dei miei giochi top 5 di tutti i tempi, con nuove regole, nuove miniature, nuove missioni e giocabile in solitario. I difetti? Non entra nella scatola una volta defustellato, e soprattutto l’orribile ritardo del materiale offerto durante il KS (che al momento in cui scrivo è in ritardo, pare, addirittura di un altro anno).

7 – Villainous. Il gioco-gioiello della Ravensburger localizzato in italiano, in cui ciascun giocatore interpreta un cattivo classico della Disney, con le proprie regole e condizioni di vittoria. Componenti bellissimi, gioco divertentissimo e super-consigliato, anche se forse un po’ troppo costoso.

6 – Cthulhu: Death may Die. A mio giudizio di gran lunga la cosa migliore ideata da Eric Lang (e a dire il vero l’unica sua creazione che mi diverta giocare). Un gioco stile DC in cui si guida una squadra di psicopatici contro le creature dei miti di Cthulhu, arrivando a percuotere persino i Grandi Antichi. Ambientazione a valori negativi, ma tanto divertimento!

5 – Star Wars: Outer Rim. Tra i giochi moderni (leggi: licenza FFG) su Star Wars, probabilmente questo è il migliore insieme a Rebellion, e il primo in cui giochi da “canaglia” (cacciatore di taglie, contrabbandiere, quel che vuoi) per farti un nome nell’Orlo Esterno. Davvero interessante.

4 – Optimus. Un gioco di dadi che costa 10 euro e ne vale almeno il triplo: molto divertente, molto ben congegnato e naturalmente giocabile pure in solitario. Le diverse modalità di far punti terranno impegnati i giocatori per tanto tempo, ma ogni partita dura pochissimo. Eccellente scoperta lì a Lucca!

3 – Everdell. Altra scoperta di fine anno (dicembre), è una sorta di misto deck-builder / piazzamento lavoratori (che è uno dei generi che meno sopporto). Una sorpresa che mi è piaciuta fin dalla prima partita, con componenti bellissimi e con tanto di regole in solitario (che non ho ancora provato). Merita abbondantemente il terzo posto qui.

2 – Hellboy. A mio giudizio il miglior gioco di sempre della Mantic. Miniature spettacolari, avventure rigiocabili e soprattutto un generatore di avventure incorporato, regole semplici e partite indimenticabili con un bellissimo regolamento. Direi che non ha punti deboli e arriva secondo solo perché il primo è D&D.

1 – Dungeons & Dragons: Eberron Setting. Devo dire che in passato avevo sottovalutato questo setting, ma la sua ricomparsa ufficiale per la quinta edizione mi ha convinto talmente tanto da farlo diventare uno dei miei setting preferiti. Il manuale relativo è molto ben fatto e l’ambientazione è veramente innovativa (nonostante i suoi anni). Ottima conclusione per un ottimo anno!

Non mi resta dunque che farvi i miei auguri dalle Wasteland anche quest’anno, e sperare che il 2020 sia davvero un anno con doppi successi critici (e peggio invece per chi gioca a Symbaroum)! Happy Gaming!

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