La Top Ten del Normanno – 2017

Ebbene sì, devo ammetterlo: per quanto riguarda i blog e l’attività di scrittura questo 2017 è stato decisamente povero. Sono cambiate molte cose nella mia vita, e il mio tempo si è drasticamente ridotto, almeno per il primo anno; ma d’altro canto tutto qusto non c’entra nulla con il blog ludico, quindi restiamo sul pezzo e parliamo di giochi. L’anno che sta per concludersi mi ha visto meno attivo sul campo, ma molto più nell’attività di scrittura. La prima, e più importante ragione è la nascita di IoGioco. Questo progetto editoriale, che non esito a definire ambizioso dato che siamo in Italia, è stato insieme una sorpresa e contemporaneamente il coronamento di una lunga attesa. D’altro canto, far parte deila squadra di un giornale cartaceo non è un’impresa semplice: non hai piùil tempo che puoi avere finché si tratta di pubblicazioni online, ed il lavoro è assai più frenetico, con tempi molto più stretti. Tuttavia, non posso negare la soddisfazione per gli eccellenti risultati.

Quest’anno non ho visto Essen, e sono stato meno tempo anche alle due grandi “classiche” italiane, cioè Modena e Lucca. La prima, che dalla prossima edizione passa finalment a tre giorni, è stata senza dubbio divertente e con non poche novità; al contrario la seconda, pur presentando migliorie che non temo di definire “stellari” nell’organizzazione generale, mi è parsa meno interessante e ben più stancante del solito. Le novità ludiche nel panorama italiano sono tante, e certamente la prima è l’aumento quasi esponenziale di giocatori (il che purtroppo porta una diminuzione della loro qualità, e di conseguenza un fenomeno simile a quello che da anni affligge il mondo dei videogiochi). Credo di non sbagliare troppo dicendo però che la novità di maggior peso è stata la localizzazione ufficiale della quinta edizione di Dungeons & Dragons in italiano: un evento attesissimo e naturalmente molto discusso. Questo perché anche il mondo ludico in Italia funziona allo stesso modo: durante i mondiali di calcio siamo tutti esperti allenatori, ogni giorno siamo grandi conoscitori di politica e diplomazia, ed ora chiunque abbia anche solo visto un gioco da tavolo è improvvisamente un grandissimo esperto di giochi. Tutto sommato, va bene così: la vita è bella perché è varia. Un altro aspetto del 2017 è stato rapprsentato dall’ormai incontenibile (e, dal mio punto di vista, persino un po’ deleterio) fenomeno del Kickstarter ludico. Con pochissime eccezioni, ormai tutti usano il crowdfunding per pubblicare giochi, ed anzi c’è un intero settore editoriale che si basa solo sulla vendita via KS, ignorando i canali normali. Pertanto, diversi giochi anche nella mia Top Ten sono usciti proprio sulla ormai arcinota piattaforma americana, trasformando l’originale scopo del crowdfunding in una prevendita con omaggi.

Delusioni ludiche? Non moltissime, stavolta. Forse la peggiore è il tanto glorificato Gloomhaven, un bieco gioco di gestione della mano fatto passare come dungeon crawler con tanto di “legacy”. Probabilmente uno dei giochi peggiori che abbia mai provato, ma sono contento per i suoi autori che invece hanno riscosso enorme successo. Naturalmente non starò qui a scrivere una recensione di Gloomhaven, per quanto mi riguarda nemmeno la merita; mi rendo conto però che ormai i gusti della maggioranza sono lontani dai miei, e tendono costantemente alla massificazione – come è giusto che sia, figuriamoci. Ho provato altri titoli deludenti, ma per fortuna quest’anno sono stati pochi, anche perché i miei gusti in genere mi tengono ormai lontano da generi iperglorificati e da meccaniche astratte che io tanto aborro. Le maggiori delusioni sono venute dai comportamenti dei giocatori e delle associazioni ludiche (una in particolare), che ormai spuntano come funghi dopo la pioggia, invece; ma anche questo fa parte del gioco, per restare in termini ludici. L’altra grande delusione è stata la totale mancanza di rispetto dei termini di consegna da parte della Mantic con Star Saga, che è uscito in italiano nei negozi a inizi novembre, mentre per chi ha fatto il KS l’attesa è ancora lunga. Come sempre, anche qui un bel “chi se ne importa” ci sta bene.

Per il resto, il 2017 è stato per me un gran bell’anno, chiuso con una piccola manifestazione ludica all’Acquario di Napoli che, nonostante l’aiuto prima assicurato e poi ritirato pochi giorni prima da parte appunto di una grande associazione ludica, è andato persino meglio delle aspettative. Per concludere, anche l’ormai annuale film di Star Wars è stato notevole, dopo lo schifo di Rogue One. Naturalmente non è piaciuto a chi voleva una riedizione del 1977 (salvo poi criticarlo perché era un reboot è ovvio). Io ho trovato che finalmente il nuovo corso di Star Wars si sia staccato dal vecchio – sono passati 40 anni, suvvia – ed abbia avuto il coraggio di proporre nuove storie e nuovi personaggi, un nuovo universo. Come Abrams ha fatto con Star Trek, è un nuovo inizio, ed anzi ho paura per i prossimi film dedicati ad Han Solo e Obi-Wan Kenobi, perché temo che saranno altri biechi fan service come Rogue one. Ma spero di essere smentito.

Va bene, veniamo quindi finalmente alla mia top ten ludica: scelte difficili, perché ho trovato gradevoli moltissimi titoli tra quelli giocati dai miei gruppi, e ci tengo a specificare che molti di questi titoli meriterebbero l’ ex aequo; solo la necessità di metterli in ordine numerico mi costringe ad usare 10 numeri. Vediamo un po’ di fare ordine…

10 – Magic Maze. Eccezionale party game che in solitario diventa un difficile puzzle, e che dura meno di 10 minuti a partita.

9 – Capitan Carcassa. Un filler interessante e divertente, che ho acquistato subito dopo averlo provato e ho giocato tante altre volte. Davvero raccomandato.

8 – Civilization: New Dawn. Un gioco di civilizzazione che dura meno di due ore, anche se un tantino troppo astratto, ma molto piacevole. Bella sorpresa.

7 – 7th Sea. L’unico motivo per cui è al settimo posto è che si tratta di un gioco di ruolo che non gioco spesso. Ma è divertentissimo, cinematografico, molto ben scritto, e un piacere da giocare.

6 – Mythic Battles: Pantheon. L’orribile character design al limite dell’insulto ai miti greci non può far ignorare la qualità dei componenti e la validità di questo skirmish giocabile anche in coop e in solitario.

5 – Massive Darkness. Ammetto di averlo temuto, ma si è rivelato un ottimo hack’n’slash da tavolo. Noioso in modalità campagna,  ma per il resto veramente divertente: il contrario di Zombicide, insomma.

4 – Widower’s Wood. Espansione di Undercity e anche stand alone, mantiene le meccaniche del precedente titolo ma offre tantissime opzioni aggiuntive, e molte miniature steampunk/fantasy.

3 – Fallout. Acquistato a dicembre e giocato praticamente ogni giorno, è un bel titolo che riesce pure a rendere decentemente l’atmosfera del videogioco. In attesa del gioco di miniature omonimo, resta anche un ottimo solitario.

2 – Nova Aetas. Un titolo italiano fantasy ambientato nell’Italia del rinascimento, skirmish cooperativo con campagna. Unica pecca, non ci sono missioni “one shot”. Per il resto, lavoro eccellente.

1 – Sword & Sorcery. Questo gioco ha tutto, per gli amanti del vero Dungeon Crawl e della fantasy classica: componenti stellari, miniature da oscar, regole eccellenti e grandi storie da giocare. Una lunga attesa molto ben ricompensata!

Ordunque, questo è tutto per ciò che concerne l’attività ludica del 2017; pertanto vi auguro una grande fine anno (magari ludica per i fortunati) ed uno splendido 2018!

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2 thoughts on “La Top Ten del Normanno – 2017

  1. Ciao, leggo sempre con attenzione i tuoi interventi su Gioconomicon e, finché postavi, anche sulla tana del Goblin. Perché non compari più sul forum? Troppi German in giro? Vorrei chiederti un consiglio ma vedo che in parte hai già risposto, l’acquisto del prossimo anno, per quanto mi riguarda, sarà uno a scelta tra Massive Darkness e Sword & Sorcery… Per il prezzo vince il secondo; per difficoltà il primo (non siamo giocatori di primo pelo, stiamo facendo la campagna di Assalto Imperiale, tra noi ci son un po’ di german e un po’ american, tutti amanti di Star Wars), per la campagna il secondo… per le partite one shot che mi dici? In entrambi, quando non si è nel numero corretto, bisogna usare tutti i personaggi ? Grazie per le risposte e buon 2018 ludico.

    Davide – Gisli – Del Nero ________________________________

    • Ciao, per il forum è che ci sono troppe persone poco amanti delle discussioni civili. Non è che odio i German, ne ho anche diversi in collezione 😉
      Per quanto riguarda le altre domande: S&S è fortemente dipendente dalla storia, che è molto bella, ma funziona anche con one shot (ogni avventura riporta all’inizio cosa devi fare per giocarla staccata dalla campagna). MD è invece ottimo se vuoi giocare una partita per divertirti, ignorando storia e personaggi (che sono tutti abbastanza simili tra loro). A me son piaciuti entrambi, quindi dovresti considerare cosa vi interessa: se vuoi una campagna curata e in stile gdr, S&S vince a mani basse; se invece ti interessa qualcosa di rapido anche nel setup, allora considera MD. In entrambi i giochi, per fortuna, puoi usare quanti personaggi vuoi, perché il sistema si “stabilizza” in base al numero di eroi. In entrambi i casi il minimo consigliato, ovviamente, è 2 personaggi. Spero di esserti stato utile!
      Buon 2018 ludico anche a te!

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