Di che colore sono le tue ossa?

Essendo un pittore di miniature di abilità mediocre, non mi sono mai cimentato nello scrivere pezzi riguardanti l’arte del dipingere, perché in rete esistono tutorial eccezionali ed articoli davvero molto ben realizzati con tantissime immagini che possono aiutare nella pittura delle vostre miniature preferite. Una cosa che invece ho sempre trovato del tutto fallace nella “letteratura di settore” è la scarsissima attenzione data al realismo quando si dipingono i non-morti. Un attimo, direte voi: “realismo” e “non-morti” sono due concetti decisamente antitetici, giusto? Ebbene sì, eppure è possibile sperimentare con i colori per ottenere risultati più vicini alla realtà quando si dipingono scheletri, zombi e mummie. Ora, non essendo, come ho già detto, pittore di professione, non so quando e soprattutto se su questo blog scriverò una serie completa di articoli in proposito, ma direi che posso iniziare con un’introduzione sui colori delle ossa.

Avvertenze: quanto segue è tratto da studi di tafonomia e da osservazioni sul campo, quindi con una base scientifica alle spalle; tuttavia non sono necessariamente studi allegri o piacevoli, quindi non vi invito ad imitarli – per quanto la tafonomia sia una disciplina estremamente interessante, ed è anche vero il detto “le ossa non mentono”. Inoltre, quanto segue può essere applicato in genere alle ossa di grandi vertebrati terrestri, mentre per i pesci o per gli anfibi il discorso non è sempre valido. In Natura ci sono inoltre particolari eccezioni di colore nelle ossa: per esempio i denti di un’intera sottofamiglia di topiragno (Soricinae) hanno le punte rosso ruggine perché lo smalto in quelle aree è ricco in ferro, oppure le ossa di alcuni pesci (Belone belone, Zoarces viviparus) sono verde chiaro o blu-verde perché ricche in biliverdina. Ultima cosa, non meno importante: in realtà la situazione è più complessa di quanto qui riassunto, ma non stiamo scrivendo un trattato di tafonomia, solo qualche consiglio sui colori da scegliere per dipingere delle miniature!

Mandibola di Soricinae (da www.abundantnature.com)

Cranio di Belone (dal sito www.soleshare.net)

Dunque: è un dato di fatto che in archeologia, ma anche nel lavoro dei tafonomi forensi (tipo C.S.I., per intenderci), le ossa non sono praticamente mai dello stesso colore. Questo perché un osso non è fatto di plastica o nylon: è materiale misto tra componenti organiche e inorganiche, e subisce quindi l’influenza dell’ambiente in cui si trova, venendo alterato nelle sue componenti e quindi nei suoi colori. Quando un osso viene soggetto ai processi decompositivi e/o putrefattivi, invece, tenderà invariabilmente a cambiare colore. In primo luogo, perché in genere viene meno la presenza dei suddetti lipidi; poi perché interagirà con gli elementi chimici presenti nel luogo di sepoltura o giacitura, con gli elementi atmosferici, con gli organismi scavenger (cioè gli “spazzini”), e persino con elementi culturali e sociali (per esempio rituali religiosi che prevedono la tintura dell’osso con ocra o eventi simili). Un’ultima nota: le ossa possono avere diverse colorazioni contemporaneamente: magari parte dell’osso era esposta al sole, e parte affondata nel sedimento e quindi da esso colorata. Naturalmente scegliere questa opzione per le miniature potrebbe essere di difficile resa e dare adito a dubbi in caso di tornei o mostre; ma dopotutto io resto dell’idea che la miniatura debba piacere prima a noi che la dipingiamo, e solo dopo al resto del pubblico.

skull 1

Colorazioni diverse: sopra macchie dovute al terreno, sotto macchie algali, al centro l’osso grigio privo di sostanza organica. Notate come i denti siano sempre più “appariscenti” grazie allo smalto.

Vediamo dunque le principali possibilità che potremmo incontrare e rappresentare nelle nostre miniature dei mucchietti d’ossa con spada e scudo.

Ossa fresche: Un osso umano “fresco” e scarnificato tende ad avere un colore tra il bianco giallastro ed il bruno chiaro. Questa colorazione è dovuta alla presenza di lipidi nell’osso stesso. È possibile notare anche aree più scure (dovute ad accumulo di lipidi), per esempio sul margine di un osso piatto come la scapola, ed in diverse istanze ci possono essere zone rossicce (causate dall’emolisi) o grigio chiaro/bianche (per minore concentrazione di sostanza organica). Aloni marrone scuro possono essere usati per simulare aree attaccate da acidi forti, come l’acido cloridrico. In alcuni individui le ossa possono tendere al giallo vivo (secondo molti studi esiste una correlazione tra questo colore delle ossa e la presenza di diabete nell’individuo). Le ossa vecchie esposte all’aria per tanto tempo (p.es. in un museo) possono essere grigio chiaro per la stessa ragione, cioè mancanza di materiale organico.

Femore umano (da www.dailymail.co.uk)

Sbiancamento per esposizione solare (sun bleaching): un evento comune in zone desertiche è l’esposizione al sole delle ossa. Una prolungata esposizione ai raggi UV tenderà a distruggere tutta la parte organica nell’osso, ed il risultato finale è che avremo idrossiapatite (il minerale costituente delle ossa) praticamente pura, il cui colore è bianco brillante.

Sbiancamento per calore intenso: anche le ossa calcinate, cioè esposte a calore intenso, possono essere bianche; questo perché il calore intenso ha lo stesso effetto dei raggi UV sull’osso.

Sbiancamento per adipocere: l’adipocere, cioè una sostanza cerosa prodotta in alcuni processi decompositivi, può dare alle ossa colore grigio chiaro o bianco-grigiasto; tuttavia questa sostanza coinvolge i tessuti organici, e non tanto le ossa; in genere può essere più una soluzione per dipingere per esempio zombi in ambienti umidi (naufragi, laghi, mare, etc.) che scheletri. Volendo, potete simulare l’adipocere sugli scheletri con piccolissime chiazze di bianco “texturato” intorno alle articolazioni delle ossa, o nella parte inferiore del cranio e della colonna vertebrale.

Sbiancamento da ripulitura: se i vostri negromanti usano rituali particolari per sbiancare le ossa prima di animarle, o se dipingete ossa che hanno subito pulizia intensa, il bianco sarà ancora una buona scelta per le vostre miniature, possibilmente con un minimo di tonalità giallastra (ma veramente un velo di giallo).

Ingiallimento per eccessiva manipolazione: è un fenomeno conosciuto nelle aule di anatomia, dove i vecchi preparati ossei sono ingialliti dalla polvere e dal tocco di migliaia di studienti ed insegnanti. Il colore in questo caso è un giallo ocra chiaro, steso in maniera uniforme.

Tintura delle ossa: molti rituali (e molte tecniche scientifiche moderne) prevedono la colorazione delle ossa con toni particolari, che magari abbiano un qualche significato religioso (ocra, blu, verde o qualsiasi colore appropriato per le vostre miniature ed i vostri gusti). In questi casi è anche possibile, naturalmente, immaginare che il colore non venga applicato all’intero scheletro, ma solo a parti di esso.

Ossa tinte con ocra. Dall’eccellente blog www.bonesdontlie.wordpresscom

Macchie da seppellimento: i composti nel suolo possono macchiare le ossa di colori differenti, ed in genere le ossa “animate” dai negromanti saranno più appropriatamente macchiate invece di essere bianche o gialle se gli scheletri provengono da un campo di battaglia di decenni prima o da un antico cimitero. Un suolo a forte componente organica tingerà le ossa di marrone scuro (chocolate brown) o di marrone tendente al nero. Gli acidi tannici, per esempio nelle torbiere, renderanno le ossa uniformemente marrone scuro, idealmente da rendere con un color cuoio scurito. Altri colori possibili sono blu-nero (suoli ricchi in manganese ridotto), rosso mattone e rosso ruggine (suoli ben drenati e/o ossigenati), e tan o marrone chiaro (suoli poco ossigenati e/o sabbiosi). Situazioni eccezionali, ancora a causa del manganese, possono risultare in ossa rosa, rosse o viola (OK, mi rendo conto che questi colori sono difficili da giustificare in un gioco fantasy ma… ah già, stiamo parlando di fantasy!).

Macchie dovute a contatto con metalli: eccoci finalmente al metallo, per tutti i vostri scheletri in cotta di maglia rugginosa! L’ossidazione dei metalli può sia cambiare colore alle ossa in contatto, sia restare come crosta o pezzi evidenti sull’osso stesso. Secondo molte ricerche, i metalli che più comunemente possono macchiare le ossa sono il ferro (chi l’avrebbe detto…) ed il rame. Il ferro tende a macchiare le ossa a contatto di un colore arancione (ruggine, esatto), e può comunemente aderire alla superficie come crosta rugginosa, che nelle nostre miniature può essere ottenuta con un po’ di vinavil e sabbia fine su un osso lungo, per esempio. In alcune situazioni, il ferro può ossidarsi di color nero, e macchiare conseguentemente di nero le ossa in contatto. Sono riportati casi di ruggine verde, da non confondere con l’ossidazione del rame, ma ve lo dico giusto per curiosità.

rust

In entrambe queste foto si notano le macchie dovute alla ruggine e i grumi di ruggine stessa che aderiscono alle ossa.

Il rame, invece, tinge le ossa di… verderame. Esistono diversi colori (p.es. il Nihilakh Oxide della Citadel, o il verderame della Vallejo) che vanno benissimo all’uopo, ma un qualunque verde molto pallido andrà bene lo stesso.

rame

Gli effetti del rame sulle ossa; nelle prime due foto si vedono anche resti di tessuto aderenti all’osso.

In tafonomia forense è citato anche il mercurio, che deriva dalle otturazioni dentarie e può annerire le arcate mascellari, ma è un evento decisamente raro e piuttosto fuori bersaglio in un mondo fantasy, ma che magari può andar bene in miniature di setting più “moderni”, come Shadows of Brimstone.

 

Macchie organiche: le alghe ed i muschi possono macchiare di verde le ossa, e le tonalità possono essere molteplici: dal verde scuro al verde brillante. Esiste un wash della Secret Weapons che si chiama proprio Algae e che può andar bene per rendere questo tipo di tinta. Notate però che le macchie da alghe devono essere rese con un po’ di stippling o mottling, e non con colore uniforme.

Macchie algali su cranio umano. Da www.researchgate.net, profilo di J.Pokines

Più difficile da rendere è la corrosione dovuta a radici o a particolari piante (come gli aghi di pino). Il risultato sarebbe visibile solo su ossa di grandi proporzioni e potrebbe essere reso da una sorta di “marmorizzazione” con un colore marroncino.

skull

Colorazioni diverse e corrosione: i segni sul cranio sono stati lasciati dagli acidi degli aghi di pino; si notano anche macchie algali.

Colore dovuto alla temperatura: in base alla temperatura a cui sono esposte, le ossa in effetti cambiano colore. Sotto i 200° le ossa restano bianco-giallastre; a circa 300°-400° vanno dal marrone scuro al nero; 500-600° risultano in un colore nero che tende al grigio-blu; al di sopra di queste temperature, l’osso passa dal grigio chiaro al bianco latteo. Naturalmente, cambia anche la tessitura dell’osso, ma questo aspetto è decisamente più difficile da rendere ai fini della pittura di una miniatura.

Magia: dopo tutto questo, possiamo immaginare che nei nostri mondi fantastici esistano altre cause di colorazione delle ossa, dovute a magia o maledizioni. Il limite, in questo caso, è la nostra fantasia (e naturalmente, se c’è, quello imposto dal setting in cui giochiamo).

Come abbiamo visto brevemente, quindi, dipingere gli scheletri non significa usare solo uno o due colori, ma è possibile ottenere un effetto più “realistico” dipingendo le nostre unità di ossa guerriere con una paletta differente di colori che simula diverse provenienze dei nostri non-morti. Non c’è più bisogno, pertanto, di scheletri bianchi con mantelli laceri viola o rossi per rendere più varia la nostra Armata delle Tenebre: la Natura ci ha fornito tanti colori, e si tratta solo di usarli!

(Le immagini di questo articolo sono tratte da: Dupras T.L. & Shultz J. J., Taphonomic Bone Staining and Color Changes in Forensic Contexts, 2013).

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