La Top Ten del Normanno – 2016

Bene, lasciamoci alle spalle le polemiche causate da Rogue One, e torniamo a parlare di giochi. Certo, l’anno non è ancora finito, ma manca poco. Ludicamente quest’anno ha visto una delle più belle edizioni di Essen, con oltre 1.000 nuovi titoli presentati, ed una Lucca Games tutto sommato interessante grazie alla presenza del primo Dungeons & Dragons Epic italiano (nel quale ho avuto il piacere di arrivare primo grazie all’eccellente squadra con cui ho giocato). Tuttavia non sarà facile per me definire i 10 migliori titoli usciti nel 2016: forse nessuno di essi entrerà nella mia “all-time 15”, ma davvero i titoli belli da giocare sono stati tantissimi. Sarà difficile, questa volta.

Il 2016 ha anche visto per la prima volta dal 2009 un aumento della mia partecipazione alle convention: Play, Essen, Asmodays, Lucca ed infine Ludicampania, 5 contro le mie usuali tre. Probabilmente l’anno prossimo diminuiranno – la crisi è crisi per tutti, ma posso dire di essermi divertito, ludicamente parlando.

Anche questa volta comincerò con il menzionare i giochi in qualche modo “deludenti” (ma prendete questa definizione con le molle, per favore), e quelli che invece attendo dopo aver partecipato al relativo lancio su KS – e che quindi usciranno almeno tra un anno. Essendo partito prevenuto a causa della “calma piatta” dello scorso anno, stavolta le delusioni sono state di gran lunga inferiori. Di certo è stato deludente giocare all’osannato Cry Havoc, un gioco sbilanciato e ben poco entusiasmante ma che so aver raccolto numerosi consensi. Tra i giochi che ho provato più dettagliatamente, e che mi hanno deluso, sono sicuramente da annoverare Warhammer Quest: Silver Tower, che è un piatto gioco di gestione dadi e condivide col suo meraviglioso predecessore solo il titolo – bellissime le miniature, ma contemporaneamente brutte per via dell’ambientazione scelta; anche Forbidden Stars è stato deludente, perché a fronte di un buon gioco di gestione risorse il titolo si è mostrato freddo e poco ambientato nonostante le eccellenti miniature. Ma a parte questi grossi colpi di scena, particolari delusioni non ne ho, per fortuna avute.

Il 2016 è stato anche l’anno degli inspiegabili KS multimilionari, primo fra tutti l’episodio clamoroso di Kingdom Death: Monster; ma anche diversi altri esempi che stanno dimostrando uno degli aspetti peggiori del fenomeno KS, cioè l’acquisto compulsivo di giochi che contengano tante miniature indipendentemente dalla bontà del regolamento (famoso il caso di Dark Souls che ha chiuso il KS con una cifra ragguardevole pur non avendo a tutt’oggi un regolamento di gioco). L’appiattimento, comunque, è un fenomeno che ormai interessa ogni campo culturale. O forse, giusto per placare gli animi dei detrattori, il fenomeno sono io che ancora spero in cose come la profondità e la giocabilità a discapito del commercio e del profitto. Pazzo idealista… dannazione, sto diventando forse un Jedi?

Ma il 2016 è anche stato l’anno dei grandi KS, che mi hanno praticamente ridotto sul lastrico: abbiamo iniziato con Widower’s Wood, la seconda puntata di The Undercity (che ho finalmente avuto in collezione), e proseguito con diversi titoli tra cui spiccano Siege of the Citadel, Star Saga, Shadows of Brimstone: Forbidden Fortress, e in ultimo il previsto Mythic Battles: Pantheon. Quest’ultimo, a dire il vero, è stato per me quasi una delusione per come è stata condotta la campagna, partita con discreta aderenza coi miti greci e terminata con Cthulhu. Una vergogna inaudita per i poveri pazzi come me che mettono l’ambientazione al di sopra del profitto. Ma, come ho scritto prima, l’errore è il mio: la statistica ci insegna che l’aberrazione è ciò che sta lontano dalla media, no? Ah, prima che polemizziate, so che la definizione di “aberrazione” non è quella; mi sono permesso di usare una semplificazione per rendere il concetto. Va bene? Sono contento, tanti auguri anche a voi.

Veniamo dunque, senza por tempo in mezzo alla mia classifica, che come ho scritto poc’anzi non sarà facile da stilare, con numerosi titoli validi – ben oltre i 10 consentiti! Questa difficoltà però indica, come dicevamo, che almeno (e direi, per me, soltanto) dal punto di vista ludico, il 2016 è stato un buon anno. Per il resto, ha fatto decisamente schifo. Ma torniamo alla classifica, che è meglio, con una menzione speciale fuori competizione: è finalmente uscito in italiano uno dei giochi più belli mai stampati: Tales of the Arabian Nights. Non lo includo in classifica perché ce l’ho dal 2010, ma ragazzi… questo è un gioco da All-time Top 5.

10 – Descent: Road to Legend. Si tratta in effetti di un software che permette di giocare a Descent 2a edizione in modalità cooperativa o anche in solitario. Notevole, direi.

9 – Myth Journeyman. Due espansioni per Myth che stabilizzano il regolamento ed espandono in maniera notevole le già vaste potenzialità di questo titolo.

9 – Mammuz. Difficile che un filler entri in classifica, ma questo è piaciuto particolarmente a me ed al mio gruppo.

8 – Pandemic: Reign of Cthulhu. Meravigliosa variazione sul tema Pandemic, con componenti eccellenti e gioco veramente intrigante.

7 – Tail Feathers. Uno skirmish con miniature di topi ed uccelli, compatibile con Mice & Mystics. Miniature bellissime e gioco altrettanto.

6 – Star Wars: Destiny. Bel gioco, ha il grosso difetto che è un collezionabile.

5 – Star Wars: Rebellion. Epico. Basta dire questo. E’ in quinta posizione solo perché è lungo da giocare ed è solo per due.

4 – Le Case della Follia. La nuova edizione di questo classico prevede un gioco totalmente cooperativo controllato da un software. Pochissimi scenari ma gran bel gioco.

3 – Thunderbirds. Scoperto solo negli ultimi giorni di quest’anno, ma un cooperativo difficile e divertente.

2 – Deadzone. Nuova edizione, regole più streamlined, e questo skirmish sci-fi si piazza alla grande in seconda posizione. Veramente ottimo lavoro, Mantic.

1 – The Undercity. Non è uscito nel 2016, ma l’ho acquistato solo in quest’anno, e come tale entra in classifica e si piazza pure primo. Ottimo DC, ambientazione innovativa.

Anche quest’anno, è tutto per la classifica, e dati i tanti impegni credo anche per il blog. L’anno prossimo farò di tutto per essere più presente, ma sempre ugualmente polemico ed antipatico. Peraltro, l’anno prossimo arriveranno i grossi calibri: i grandi DC “promessi” dal Kickstarter. Auguri a tutti!

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4 thoughts on “La Top Ten del Normanno – 2016

  1. Kingdom Death è sicuramente un fenomeno strano su ks e molte persone rimarranno deluse perché finanziano in preda all’hype.
    Ma non lo prenderei come esempio di gente che vuole miniature a fronte di un regolamento povero.
    Il suo successo è dovuto principalmente perché ha una schiera di fan che lo reputano un capolavoro (e sono tra questi). Sicuramente molto particolare e per una nicchia (inteso come gruppo ristretto di giocatori), ma decisamente non un esempio di gioco che tira solo per le miniature (una delle richieste maggiori sarebbe quella di avere il gioco senza miniature per abbattere i costi…. )

    • Sono d’accordo in parte. Se fosse solo un titolo di nicchia non avrebbe raccolto tanti fondi; il problema che sottolineavo comunque non è il gioco che tira solo per le miniature, ma il fatto che tantissimi gamer (basta guardare BGG) abbiano finanziato il gioco senza avere un regolamento anche minimo, regolamento che tutt’ora latita. Poi che anche due terzi (non conosco e penso mai conoscerò i numeri reali) del finanziamento derivino dai fan del videogame, mi sta bene – ma resta comunque un boardgame che ha “venduto” tantissimo senza avere il gioco nella scatola.

      • Scusa. Non ho capito.
        Forse tu stai parlando di Dark Souls (su cui sono totalmente d’accordo), perché Kingdom Death non ha una versione videogame e il ks attuale è per una ristampa, quindi in giro si trovano tantissime informazioni sul gameplay. Io ad esempio ce l’ho da parecchio e sto finanziando per le nuove espansioni perché adoro il gioco. (Che comunque è molto di nicchia).

      • Si, parlavo di Dark Souls… per qualche motivo ho letto un titolo per un altro 😀
        KD:M non lo conosco a sufficienza, e mi sono limitato ad esprimere la mia meraviglia per un fenomeno davvero particolare. Anche qui, però, non mi sembra più possibile definirlo titolo di nicchia, dati i fondi raccolti durante il secondo KS.

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