Ghostbusters (2016)

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Premesse doverose:

  1. io sono un fanatico di Ghostbusters (1984). Lo conosco a memoria, ogni battuta del film. Sono talmente fanatico del primo, che il secondo non mi è piaciuto più di tanto.
  2. ho sentito tante critiche (molte delle quali davvero stupide) al nuovo film, quindi l’ho approcciato non pensando di vedere un remake, ma un film nuovo.
  3. in genere, i remake mi hanno lasciato sempre deluso, con qualche notevole eccezione, tipo A-Team, Starsky & Hutch, Star Trek, Star Wars VII (ah, mi dicono che quest’ultimo non era un remake ma un film nuovo. Ecco).

Dunque, ho finalmente avuto il piacere di vedere il nuovo Ghostbusters. Pubblicato ben 32 anni dopo il primo, che a mio avviso è stato uno dei capolavori della filmografia “fantasy/fantascienza”, in assoluto – come originalità, design, idee, ed ambientazione, questo nuovo Ghostbusters ha fatto parlare di sé, per lo più con un bel po’ di commenti nemmeno tanto velatamente sessisti che in pratica erano riassumibili nella frase “aridatece i vecchi, le femmine non possono acchiappare fantasmi“. Anticipo che nel film si ironizza non poco su questo concetto che trovo alquanto stupido, ma tant’è.

Beh, in ogni caso, parliamo di film. In primo luogo, degli attori: non menziono i bellissimi cammei dei protagonisti precedenti (il più bello per me è stato quello di Ray Stan… ehm Dan Aykroid), ma parlo dei cinque protagonisti. Su tutti, il co-protagonista Chris Hemsworth, che smette i panni di Thor(rone) e mette invece quelli del palestrato stupido, ed è semplicemente fantastico. Le quattro protagoniste sono facilmente identificabili con gli originali, ma ciascuna di esse caratterizzata davvero molto bene: Melissa McCarthy nella parte che fu di Aykroid è davvero brava, ma contemporaneamente anche la meno “avvincente” come personaggio; Kate McKinnon come Jillian Holtzman è uno spettacolo dall’inizio alla fine, creando un alter ego del tutto diverso ma insieme molto simile al mio eroe Egon Spengler (del mai troppo compianto Harold Ramis); Christen Wiig come Erin Gilbert è costruita ad arte per non essere simile a Peter Venkman (Bill Murray) e contemporaneamente lo ricorda in tutto; infine Lesley Jones come Patty Tolan, una versione esplosiva e radicalmente diversa da Winston Zeddemore (Ernie Hudson).

Anche la trama non è usata come pretesto per rifare lo stesso film, per quanto richiami e citazioni ce ne siano in quantità industriali, ed è elaborata in maniera sufficientemente originale: dietro l’apparizione improvvisa dei fantasmi a New York stavolta c’è un supergenio con complessi di inferiorità e rancore verso il mondo, per il quale i fantasmi sono solo un mezzo di rivalsa nei confronti di chi lo tratta male. Naturalmente, gli effetti speciali sono più avanzati dell’originale (per quanto in molti si siano detti delusi), ed il film tende più all’azione in un paio di momenti: a me è piaciuta tanto la schermaglia contro i fantasmi davanti al vortice, è stata l’evoluzione di una cosa che più di un fan come me si sarà chiesto o avrà immaginato.

Che cosa dire? La recitazione, per un ignorante di cinema come me, è valida (forse McKinnon è un tantino… eccessiva in alcune espressioni), la trama mi è piaciuta, ma soprattutto i momenti di comicità sono ben inseriti e fanno ridere – le trovate comiche in questo genere di film non sono sempre all’altezza. Il concerto metal con tanto di Ozzy Osborne è stato cool (anche se da metallaro forse era un po’… da preconcetto). Il personaggio del segretario scemo è veramente una mossa azzeccata (ancora complimenti ad Hemsworth), e Slimer che ruba la Ecto-1 e va in giro con fidanzata ed amici è una trovata che ho gradito particolarmente, come anche l’ultima scena dopo i titoli di coda, che mi fa sperare vivamente in un seguito con un certo cattivone “sumero, non babilonese!” (cit.).

Le critiche? Beh, per lo più sessiste (e razziste in molti casi), e tante, troppe, che partono con “mi rifiuto di vederlo”. Il punto principale è che il pubblico avrebbe voluto un reboot con il cast originale, ma personalmente l’avrei trovato del tutto fuori luogo (sarebbe stato un “trent’anni dopo” molto poco piacevole). Per di più, prendere attori maschi avrebbe innescato una ovvia serie di paragoni che sarebbero andati sempre a discapito del nuovo film. La scelta del cast femminile è stata coraggiosa ed a mio avviso più che azzeccata – peraltro nemmeno quattro “bellone“, ma quattro donne simpatiche – e, non ho difficoltà ad ammetterlo, McKinnon è una bellissima donna per i miei canoni (ed il suo ruolo nel film la rende ancora più attraente agli occhi di un nerd), e l’intero film è stato basato sulla loro recitazione e non sul mostrare i loro attributi, cosa per me ancora più importante.

Insomma, cosa penso di questo nuovo Ghostbusters? Che mi ha fatto divertire, mi ha fatto ridere, e mi fa sperare in un seguito. Per un reboot, direi che non è niente male. Andatelo a vedere, però, senza aspettarvi la copia del primo, nel bene e nel male, ma solo per vedere un film nuovo e divertente, ispirato ad uno dei più grandi classici del cinema “leggero” americano. Promosso a pieni voti!

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