Fortune & Glory

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L’ultimo libro che ho recensito su queste pagine elettroniche risale al lontano luglio del 2013. Negli anni che sono passati ho letto molte altre cose, ovvio; ma il tempo è tiranno (o tamarro, come dice un noto cantautore comico partenopeo) e quindi mi ha impedito di descrivervi le primizie letterarie che mi sono capitate sotto gli occhi. Tra tutti i volumi che ho potuto leggere negli ultimi anni, vorrei iniziare con questo Fortune & Glory: A Treasure Hunter’s Handbook, a firma David McIntee e pubblicato dalla Osprey in soft cover all’inizio del 2016 (264 pagine).

David McIntee è un autore che noi nerd dovremmo conoscere molto bene: tra le tante cose che ha scritto, basta elencare una decina di titoli di Doctor Who e qualche romanzo (più una guida) ambientato in Star Trek. Stavolta il buon David si è cimentato in un’avventura diversa dal solito, perché questo Fortune & Glory esce nella serie Osprey Adventures (di cui abbiamo parlato un po’ in precedenza), e quindi è un volume basato su fatti più che su fantasie. Il risultato finale, come vedremo, è davvero eccellente – lo stile di McIntee è scorrevole, fluido e mai noioso, qualsiasi sia l’argomento trattato. Il libro è impreziosito dalle illustrazioni di Hauke Kock, un illustratore tedesco noto sia nel mondo novellistico sia in quello dei giochi di ruolo, che per la Osprey Adventures ha firmato anche la mini-serie di monografie fantasy Warfare (i cui primi due volumi, Orc Warfare e Dwarf Warfare, andrò a recensire a breve)

Fortune & Glory si apre con una breve introduzione (“perché cercare tesori“) e con una storia dei cercatori di tesori, arricchita dalla prima di tante finestre di approfondimento, stavolta incentrata sull’equipaggiamento. Per esempio, vi siete mai chiesti perché il costume di Lara Croft dopotutto non sia così sbagliato? Si, lo so che della Croft in genere i non-nerd guardano altro, ma i suoi vestiti sono un valido ausilio nel suo mestiere. Il libro prosegue poi diviso in sezioni per aree geografiche: Africa, Americhe, Asia, Europa, Medio Oriente. Ciascuna sezione include due tesori famosi (Americhe ed Europa ne hanno 4 ciascuno), ed ogni tesoro viene esaminato in ogni suo aspetto con apposite sezioni del capitolo.

Per ciascun tesoro famoso si parte dal “Cos’è“. Forse saprete già che il Graal non è una coppa, ma che dire della Kusanagi-no-Tsurugi? O ancora meglio, dei fossili del cosidetto “Uomo di Pechino”? Questa prima sezione illustra l’aspetto e le possibili implicazioni di ciascun tesoro esaminato, a partire dagli indizi leggendari, per finire alle prime analisi del suo possibile aspetto.

Ogni buon cercatore di tesori, tuttavia, è spinto si dalla gloria, ma anche dalla… ehm… fortuna. A questo serve la pratica sezione “Quanto vale per te“. Alcuni tesori infatti possono valere ben più del loro peso in materiali, principalmente per il valore culturale, mentre altri sarebbero senza dubbio difficili da “piazzare”, ovemai fossero trovati.

I miti dell’archeologia e dei cercatori di tesori sono tantissimi e tutti belli complicati, e la sezione successiva, intitolata “La Storia“, racconta quello che si conosce dell’artefatto che stiamo esaminando; questa sezione è ricchissima in spunti storici e scientifici, e molto ben scritta – McIntee ha chiaramente fatto tanta ricerca. Per molti di noi questa sezione costituisce un trampolino da cui gettarsi a capofitto in ulteriori ricerche. Ah, il destino di noi Nerd

Certo è che un tesoro noto a mezzo mondo non verrà mai lasciato in pace, e la sezione “Precedenti ricerche storiche e fittizie” è un tesoro in sé: ci racconta infatti dei tentativi già noti in letteratura e delle zone in cui il tesoro in questione è stato già cercato – talvolta prendendo cantonate geografiche (o storiche) di altissimo livello, altre volte puntando precisamente la zona solo per restare con un pugno di mosche perché in realtà il tesoro non esiste (questo per esempio è il caso del presunto “pozzo delle monete” su Oak Island).

McIntee ci ricorda, comunque, che questo Fortune & Glory è un libro basato sui fatti, e ce lo fa sempre presente con la sezione “La verità è là fuori” (si, esatto: è solo una delle decine e decine di citazioni che si trovano nel libro). I documenti reali, le ricerche scientifiche, i fatti, tutto viene riassunto in questa sezione che ci dice come stanno in realtà le cose. Sezione che viene seguita a ruota da quella del “Dove si trova ora“, complementare alla precedente, che ci dice dove trovare probabilmente l’artefatto. Così veniamo a sapere, per esempio, che per vedere il Graal basta andare a Valencia.

Infine, come Indiana Jones sa benissimo, siamo sicuri che troveremo un bel po’ di avversari sul nostro cammino. “Chi vi si opporrà” è la sezione che ci indica i nostri probabili nemici – che in moltissimi casi sono in realtà le leggi e le autorità locali. Si, qualche volta ci sono pure i serpenti ed i predoni, ma quelli almeno li puoi battere.

Come dicevo, qui e là nel libro ci sono delle finestre di approfondimento (una è proprio sui serpenti, un’altra è sulla frusta ed i suoi usi per un cercatore di tesori, e così via) molto ben documentate scientificamente ed anche molto interessanti da leggere; il libro è inoltre – come dicevo – letteralmente zeppo di citazioni dalla cultura pop e nerd.

Fortune & Glory si chiude con una serie di capitoletti interessanti quanto quelli principali: All at sea racconta in breve dei recuperi marini; Other types of treasures ci ricorda che esistono altri tesori da cercare non così evidenti (come gli archivi cinematografici, o i criptidi); infine, McIntee ci lascia con tre capitoli decisamente da geek: i 10 film, i 10 libri ed i videogiochi da esplorare per gli appassionati cacciatori di tesori. Tre capitoli che certamente non avrete bisogno di leggere… ma non si sa mai. Una brevissima ma interessante bibliografia chiude queste appassionanti 264 pagine di avventura e cliffhanger.

Cosa dire di questo Fortune & Glory? Che è senza dubbio un libro eccellente, interessante per gli appassionati ma anche per i curiosi, ed a mio parere immancabile nella biblioteca di un vero geek. Le illustrazioni in bianco e nero sulle pagine del libro sono poche ma evocative, e lo stile della prosa di McIntee è veramente ottimo, facile da leggere e ricco di ironia, mai noioso, mai scontato. L’autore accompagna il lettore in questi viaggi alla ricerca di tesori favolosi quasi come un novello Indiana Jones, e soprattutto suscita curiosità e voglia di approfondire, per cui non passerà pagina senza correre il rischio di cercare su Google questo o quello. Lo consiglio caldamente, quindi, a chiunque: Fortune & Glory è per ora il vero “avversario” di We will destroy your planet, altro libro della serie Osprey Adventures che davvero vale la pena leggere (e che spero di poter recensire al più presto su queste pagine). Parafrasando il buon Indy, questo libro è “Fortune and glory, kid. Fortune and glory“. Happy hunting!

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