Star Trek Five-Year Mission

La saga di Star Trek, ideata nel 1964 da Gene Roddenberry, è senza dubbio una delle più “sfruttate” anche nel mondo ludico – forse addirittura più di Star Wars (non contando ovviamente il boom ottenuto da quest’ultima grazie all’acquisizione dei diritti da parte della Disney). L’ultimo prodotto ludico, presentato in Europa ad Essen durante lo Spiel 2015 è Star Trek Five-Year Mission (da ora in poi ST5), un gioco di dadi edito dalla Mayfair Games e passato relativamente sotto silenzio tra i vari hype della mostra mercato tedesca. ST5 mi ha tuttavia catturato sin da quando l’ho visto sul tavolo dimostrativo, ed è stato uno dei pochi giochi acquistati subito dopo la demo. ST5 è un gioco cooperativo per 3-7 giocatori, dalla durata di circa mezz’ora per partita.

I componenti di ST5 sono ben realizzati, e naturalmente tutti basati su immagini dai telefilm sui quali è basato il gioco: Star Trek The Original Series (TOS) e Star Trek The Next Generation (TNG). La scatola è di cartone resistente, decorata dal logo della serie e da un’immagine della plancia dell’Enterprise NCC1701; su di essa, Spock ed il Dottor McCoy (di spalle) osservano il monitor principale, sul quale appare l’equipaggio dell’Enterprise  NCC1701D (TNG).

Nella scatola troviamo i diversi componenti del gioco: una clessidra; una ziplock contenente 35 dadi (ripartiti in 14 rossi, 14 blu e 7 gialli); una plancia di gioco a doppia faccia che rappresenta l’Enterprise (da una parte la standard, dall’altra la D), con sotto i livelli di allarme – che indicano anche la difficoltà delle missioni; 7 plance dei personaggi a doppia faccia, ciascuna con un personaggio di TOS da una parte ed il suo equivalente di TNG dall’altra – ogni plancia riporta anche il nome del personaggio, un numero, e due aree: Actions ed Injuries. Ci sono infine 3 mazzi di carte (24 carte ciascuna), un segnalino in legno rosso (il segnalino danni), e le istruzioni. Le carte rappresentano le varie missioni da affrontare, ed ogni carta è strutturata in modo da riportare il titolo della missione in alto, una foto tratta dalle serie TV, una serie di simboli di dadi (necessari per risolvere la missione, vedi sotto), e talvolta alcuni altri simboli che si usano durante il gioco; inoltre, sulla sinistra della carta c’è una barra con le sagome delle due Enterprise o di una sola delle due, per indicare a quale serie appartiene la carta stessa e quindi con quale equipaggio usarla.

All’inizio del gioco, ciascun giocatore sceglie un personaggio (nel gioco base tutti i personaggi devono appartenere alla stessa serie, ma c’è una regola opzionale che sfrutta le decine di Mirror universes della serie per permettere di usare equipaggi misti), prende 5 dadi (2 rossi, 2 blu ed uno giallo) e la plancia del personaggio scelto. Si posiziona il segnalino danni sulla prima casella azzurra sotto l’Enterprise, e poi si dividono i mazzi in base alla serie scelta (TOS o TNG), in modo da avere un mazzo di carte blu, uno giallo ed uno rosso – i tre livelli di allarme della nave, ed anche una misura della difficoltà delle missioni. Infine, si piazza sul tavolo, scoperta, la prima missione blu “To Boldly Go”.

A questo punto, partendo dal personaggio col numero più basso, il gioco procede uguale: ciascun giocatore deve pescare una carta missione, poi prende dadi dalla riserva fino ad averne 5, li tira, ed infine cerca di posizionarli sulle carte missione scoperte al meglio delle sue possibilità. Il giocatore successivo fa lo stesso, e così via. Le missioni non devono necessariamente essere completate da un solo giocatore: più giocatori possono collaborare per completare una missione, nel più puro spirito di Star Trek: ciascuno di essi posizionerà uno o più dadi su una certa missione, per poterla risolvere.

Scopo del gioco è completare un determinato numero di missioni importanti (che diano un punteggio, indicato dal simbolo della federazione sulla carta: se non c’è, la missione non conta ai fini della vittoria). Attenzione, però: se 5 missioni vengono fallite, o se l’Enterprise subisce sei danni, la partita termina con la sconfitta dei giocatori.
Le missioni vanno risolte posizionado sulla relativa carta una certa quantità di dadi che mostrino un dado valore. Per esempio, la missione “To Boldly Go” richiede di posizionare un dado di qualsiasi colore che mostri un valore di 5. Naturalmente tutte le altre missioni sono più difficili di questa, richiedendo più dadi di diversi e determinati colori per essere risolte. A complicare la situazione, molte carte missione presentano icone che complicano la risoluzione: ci sono missioni a tempo (e qui si usa la clessidra), missioni da risolvere prima di ogni altra missione, e missioni che richiedono di pescare altre carte missione dai mazzi successivi. Va menzionato a questo punto che se a terra si trovino per qualsiasi ragione più di tre carte per un dato mazzo, la carta più vecchia di quel colore va scartata e viene considerata missione fallita; inoltre, man mano che la nave subisce danni (causati in genere da carte missione specifiche) i colori possibili da pescare vengono limitati. Fortunatamente, l’equipaggio può usare i dadi rossi per riparare la nave. Infine, alcune missioni, quando vengono risolte, possono essere usate come carta “one-shot” con effetti vantaggiosi per i giocatori.

Queste, brevemente, le regole. Veniamo invece al gioco in sé: la necessità di collaborare e cercare di risolvere ogni missione insieme rende l’esperienza di gioco di ST5 quasi come una puntata del telefilm (ma senza le uniformi rosse che muoiono, in genere). La collaborazione e la scelta delle tattiche diventano fondamentali per sopravvivere, il gioco non perdona facilmente gli errori, e ci si trova sempre in situazioni precarie, proprio come nei telefilm delle varie serie di Star Trek. I personaggi hanno abilità interessanti ma ben bilanciate, per quanto va detto che – come consigliato anche nel manuale del gioco – per una partita equilibrata bisognerebbe giocare sempre con almeno il capitano ed il medico, e magari il primo ufficiale. Naturalmente abbiamo provato ad ignorare questo consiglio, ed i risultati non sono stati dei più esaltanti. Va anche detto che le missioni di TNG sembrano in generale un tantino più difficili di quelle di TOS (oppure le abilità dei personaggi di TNG sono un tantino inferiori a quelle di TOS); tuttavia questa è un’impressione che il gioco ci ha dato dopo numerose (oltre 20) partite, ma potrebbe essere per l’appunto solo un’impressione coadiuvata da un’impressionante serie di colpi di sfortuna – eppure Chekov non sempre era presente nell’equipaggio…

Un altro vantaggio è che il gioco è rapido e davvero pieno di colpi di scena. Non ci si annoia mai, e va considerato che è adatto anche a chi non conosce o non ama particolarmente Star Trek: nessuno dei giocatori del mio gruppo è un appassionato della serie di Roddenberry, ed anzi alcuni ne conoscono solo il nome, eppure il gioco è diventato subito molto popolare nelle nostre serate. I meccanismi di ST5 lo rendono davvero interessante, la tensione è continua, e l’ambientazione è sentita nel senso che ci si sente come un equipaggio che cerca di risolvere una sfida dopo l’altra, mentre la situazione non fa che peggiorare. Esattamente come in Star Trek, insomma. Va tuttavia rimarcato che questo è il punto di forza ma anche il limite dell’ambientazione di ST5: il “modulo” di gioco potrebbe essere applicato a qualsiasi altra ambientazione che abbia come protagonista una squadra (tanto è vero che abbiamo sviluppato un “mod” del gioco in men che non si dica, grazie alle idee ed alla bravura nelle arti grafiche di Ettore, un giocatore del gruppo, autore tra l’altro delle board personalizzate che si vedono in un paio di foto).

Per concludere, due parole sul prezzo (dato che i giochi che recensisco qui non me li regalano, ma li compro di tasca mia): 35 euro per questo gioco (inclusa una plancia personaggio extra che ritrae Wesley Crusher e Janice Rand) sono un buon prezzo, considerati i punti di forza del gioco e la totale assenza di difetti per il genere di giochi a cui appartiene ST5. I materiali sono di qualità, il gioco è divertente e può essere giocato fino a 7 persone – ma anche in solitario modificando giusto una o due carte – ed ogni partita offre sfide e tensione a sufficienza. Insomma, Star Trek Five-Year Mission per me è stato uno dei giochi top di Essen 2015, ed una validissima aggiunta alla mia collezione, che ormai vira quasi esclusivamente sui giochi tematici, per arrivare lì dove nessun gamer è mai giunto prima…

Live long and prosper!

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