Galaxy Defender – The Earth Strikes Back!: unboxing

Ed eccoci qui per un altro unboxing. Stavolta apriremo le espansioni del notevole Galaxy Defenders (GD), nell’edizione Kickstarter, intitolate collettivamente “The Earth Strikes Back“. La differenza con l’edizione retail sta nella presenza di una terza scatola. Le espansioni di GD sono infatti due: Operation Strikeback e Extincton Protocol, ma chi ha partecipato al KS riceverà una terza scatola contenente un sacco di materiale opzionale, incluse tante nuove miniature (e personaggi). Le espansioni includono nuovi concetti di gioco, come i Master Alien (alieni giganti con miniature viola, che funzionano da “boss” finali), oppure gli NPC (miniature gialle, alleati umani o alieni dei GD, che possono essere schierati e mossi insieme alla squadra). Ci sono anche nuove regole come i colpi critici, le pose di combattimento (in piedi, in ginocchio, steso), e le spettacolari armature da battaglia, introdotte nella prima espansione e sviluppate nella seconda. Ma andiamo per ordine.

Operation Strikeback
In questa scatola troveremo tutto il necessario per giocare la prima campagna di espansione di GD. I nostri eroi, dopo aver salvato la Terra, decidono di attaccare la base aliena nascosta sul lato oscuro della Luna. Per far questo, l’Agenzia ha lavorato duramente su veicoli, armi ed equipaggiamenti speciali, ma le creature aliene messe a difesa della base lunare sono di ben altra pasta che quelle incontrate nelle forze d’invasione sulla Terra.

Vediamo innanzi tutto le miniature presenti nella scatola, che sono 24. Le forze aliene si presentano con 8 miniature verdi ed 8 blu, divise in 4 Digger (vermi in stile Tremors, capaci di scavare), 2 Flying Critters (mostri volanti dotati di una notevole capacità di attacco), e 2 Xeno-Gamma (truppe corazzate capaci di volare); oltre a queste, troviamo la prima miniatura di un Master Alien: il Wormoon, una versione super dei Digger, capace di inghiottire gli avversari. In questa prima scatola ci sono però anche 4 miniature gialle (gli NPC), due agenti Knight (cloni da battaglia dell’Agenzia) e due Armature viventi aliene (che verranno incontrate durante la campagna); c’è infine un solo nuovo agente, un drone chiamato Virgil (che può essere usato anche come normale drone dal Biotech), e due Power Suit, armature potenziate sperimentali che possono essere usate dagli agenti. Le miniature sono ben realizzate, e certamente un po’ più raffinate in fatto di sculpt rispetto a quelle del set base, anche se naturalmente lo stile è lo stesso.

Le mappe incluse sono solo due, ma con molti tasselli aggiuntivi per modificarle. Le due mappe sono a doppia faccia, e rappresentano con l’usuale dovizia di dettagli sia la superficie lunare (da un lato) che l’interno della base aliena (dall’altro). Come già abituati dalla grafica di Mario Barbati, le mappe sono estremamente dettagliate, ed occorre un’analisi attenta per cogliere tutti i particolari e le citazioni inserite dagli autori e dall’artista.

Abbiamo poi una quantità di segnalini, tra cui spiccano quelli per l’energia delle Power suit e delle armi (a forma di batteria), quelli per i colpi critici (di tre livelli differenti), per l’aggancio dei bersagli, ed i tasselli per indicare le pose di combattimento. Tutti i segnalini sono funzionali sia nella grafica che nei colori (e nelle dimensioni, ci aggiungo). Ai segnalini vanno aggiunte naturalmente la scheda di Virgil (nello standard delle schede dei personaggi), e due plance costituite da tre esagoni che vanno piazzate sulla scheda di un personaggio ed indicano l’uso della Power Suit per quel personaggio, con tutti i dati relativi all’armatura da battaglia in questione (arma, scudi, abilità).

Ci sono infine le carte, che hanno la stessa impostazione grafica di quelle del set base. Come novità abbiamo le carte degli NPC, sia quelle dei dati e dell’intelligenza artificiale, sia quelle dell’attivazione, che hanno uno sfondo giallo (come le relative miniature), e la scheda del Master Alien, che è a doppia faccia. I Master Alien possono infatti cambiare abilità a seconda della situazione durante il combattimento, ed hanno anche un’IA differente da quella degli altri alieni, cercando di concentrare i loro attacchi sui personaggi che rappresentano una minaccia concreta (c’è anche un apposito segnalino di Minaccia che serve ad indicare il prossimo bersaglio del Master Alien).

Extinction Protocol
Alla fine dello scontro sulla Luna, gli Agenti troveranno il modo di colpire direttamente al cuore degli invasori alieni, portando lo scontro sul pianeta natale della Regina Aliena e del suo regno di terrore. Naturalmente il posto non è il più invitante dell’universo, e buona parte degli scontri si svolgerà in claustrofobiche caverne calde ed umide, piene di terrificanti minacce, fino ad arrivare alla battaglia finale contro la Regina Aliena.

Anche qui partiamo dalle miniature, che sono ben 34. Grazie alla campagna KS abbiamo infatti ben due Master Alien: la Regina, ed il potente Kingator, una specie di coccodrillo biomeccanico (aggiunto grazie a KS). Ci sono poi le truppe aliene, 8 miniature blu ed 8 verdi, che rappresentano le Sentinelle (costrutti biomeccanici tentacolati, che si muovono sempre in gruppo), gli Xeno-Delta (colossi addestrati come guardie scelte), e i Crimson Nightmare (quadrupedi dotati di tentacoli e di velocità micidiale). Inoltre, sempre grazie alla campagna KS, ci sono 8 miniature di uova aliene (in origine dovevano essere segnalini in cartoncino). Abbiamo poi due NPC, sempre alieni (niente spoiler su cosa siano…), e ben 6 miniature grigie: 5 sono le Power Armor, una per ogni personaggio di quelli base, più il GD-5, un drone da battaglia cingolato e letteralmente ricoperto di armi (che potrà essere usato pure come drone semplice dal Biotech).

Anche qui la solita dovizia di carte, schede, e segnalini, per cui valgono le stesse indicazioni della scatola precedente. Naturalmente le missioni sono sempre più complicate, e solo la perfetta coordinazione del team e le nuove tecnologie possono concedere ai nostri eroi la speranza di una vittoria contro le malvage forze aliene.

Top Secret Box
E veniamo alla sorpresa per chi ha aderito al KS delle espansioni di Galaxy Defender: un’intera, misteriosa scatola nera con la scritta TOP SECRET. Andiamo a vedere cosa contiene, ma spoiler alert: se volete godervi la vostra sorpresa, non leggete oltre.

Siete stati avvertiti.

Dunque, la scatola top secret è piena davvero praticamente fino all’orlo. La cosa più cospicua sono gli alieni rossi, un’armata di alieni rossi (tutti i tipi di alieni presenti nelle espansioni, uova incluse), che vanno ad aggiungersi alla già pericolosa Armata Aliena Rossa del gioco base. Gli alieni rossi sono più veloci, più forti, più mortali. Sembra abbastanza? No. Abbiamo anche un nuovo tipo di alieno (con le corrispondenti miniature blu e verdi), lo Xeno-Skull, capace di volare ed armato pesantemente. E se i Master Alien delle espansioni dovessero sembrarvi pochi, ecco qui altri due Master Alien: il micidiale Xeno-Lord (diciamocelo, una specie di assassino Sith), e il possente The Experiment (vi ricorda qualcuno?).

Ma le miniature non finiscono qui: abbiamo infatti una pletora di miniature gialle, praticamente quasi tutti i personaggi giocabili nelle varie scatole base, espansioni e bonus sono ora disponibili come npc, droni inclusi, in modo da poter giocare con alleati davvero speciali. E naturalmente, ci sono anche nuovi eroi: Niobium, Tritium, Scandium e Vanadium. Niobium è un fortissimo psionico, Tritium una combattente rapida, Scandium è un agente generico, mentre Vanadium è una versione “feroce” dell’infiltrator. Volete ancora altri agenti? Le versioni supporto e guardiano dell’Agente Knight potrebbero piacervi, oppure potreste gradire lo Xeno-Warrior, un alieno della “quinta colonna”, che si oppone alla malvagia Regina del suo popolo. Insomma, tanti nuovi personaggi da poter provare, con le relative miniature, ovviamente.

La scatola contiene anche altre mappe e decine di segnalini (tra cui i segnalini minaccia personalizzati per ognuno dei cinque Master Alien), e decine di armi e device nuovi, tra cui spiccano omaggi al cinema, alla Ares, e le “vintage weapons”, le vecchie, carte armi come il Tommy gun, un fedele revolver, o la tanto amata sega a motore. A completare la dotazione della scatola abbiamo anche una confezione di 10 dadi (5 rossi e 5 blu), che faranno comodo per le battaglie più complicate.

Per concludere: l’unboxing di tutto questo materiale è durato un bel po’, quasi un’ora (di più pure, considerando il tempo per smontare le fustelle). Le miniature sono ben realizzate, e della stessa qualità del gioco base (quindi abbastanza difficili da distruggere). Tre di esse (tre su oltre un centinaio) sono uscite con le basi leggermente storte, ma nulla che un asciugacapelli non possa risolvere – peraltro non è nemmeno un intervento necessario perché le miniature si reggono comunque sulla mappa senza cadere. Una quantità di materiale che terrà impegnati i fans di Galaxy Defenders per un bel po’ di tempo, soprattutto se – come me – non avete ancora finito tutte le missioni della scatola base (senza contare quelle bonus). Vi lascio, come al solito, con qualche immagine dei contenuti di questo Earth Strikes Back!

 

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