Play 2015 – la recensione

Si, un po’ in ritardo, ma il periodo è di quelli che veramente non ti danno il tempo di guardarti allo specchio (il che potrebbe essere un bene…). In ogni caso, eccovi la mia “recensione” dell’edizione 2015 di Play Modena. Innanzi tutto va detto che quest’anno il tempo è stato decisamente clemente, e faceva caldo – quantomeno per me. I risultati dal punto di vista della presenza del pubblico sono stati decisamente buoni, gli ingressi sono aumentati e si percepiva anche nei padiglioni, dato che quest’anno la possibilità di trovare un tavolo libero per giocare era decisamente ridotta. Tuttavia, per me questa Play è stata la peggior edizione, e una delle convention meno piacevoli – dal punto di vista ludico – della mia vita.

I servizi in fiera funzionano decentemente; si, i bagni sono già area nuclearizzata a metà mattinata, ma vengono comunque puliti durante tutta la giornata, e viene sostituita persino la carta per asciugarsi le mani, il che a me fa piacere. E si, a quanto pare ci sono problemi coi parcheggi (e peraltro gli autobus non fermano davanti alla fiera fino a quando non si aprono i cancelli il sabato, il che per me è seccante dato che arrivo venerdì), ma anche questo per me non è stato un grosso problema, a dire il vero. Ma la qualità degli stand e dei giochi quest’anno era decisamente bassa; le novità c’erano ma per lo più erano giochi per famiglia o noiosissimi german games, e l’unico “giocone” che attendevo mi è stato anche spiegato male e per ora mi ha lasciato molte riserve (Armada). I dimostratori, poi… insomma, da qualche anno c’è questo trend negativo nella qualità dei dimostratori (anche a Lucca), ma qui alla Play il crollo è stato deciso: persone che ti lasciano a metà gioco, persone che nemmeno si presentano a spiegarti il gioco e ti danno le regole da leggere, e soprattutto persone che non conoscono le regole del gioco che devono dimostrare. Non farò nomi, non punterò l’indice (ma menzionerò il fatto che il gioco è stato spiegato male o per niente), ma diciamo che sui pochi giochi provati, solo due dimostratori si sono rivelati bravi; e tutto ciò è veramente triste. Insomma, le cose migliori che ho visto a Modena sono stati i prototipi di giochi non ancora usciti; è stato come se Lucca Games fosse improvvisamente diventata una fiera per gamers, e Play Modena un evento per famiglie e curiosi. Non è un buon segno, ma finché fa ingressi in più è tutto OK.

In ogni caso, veniamo ai giochi che ho provato, in ordine sparso.

Epic Resort – Gioco di carte in cui si gestisce un villaggio turistico per eroi fantasy. Un bel gioco, artwork assai divertente, ma con interazione praticamente nulla, e che dovrebbe durare mezz’ora in meno; in ogni caso finisce nella mia wishlist di quest’anno.

Star Wars: Armada – Non so come sia il gioco vero, perché i dimostratori hanno ammesso che hanno sbagliato tutte le regole sui caccia. Mi ha lasciato la voglia di provarlo, ma nel contempo mi è sembrato uno scontro navale del XX secolo più che Star Wars.

Spyfall – Credo mi sia stato spiegato male, comunque è un gioco in cui si deve indovinare l’identità di un giocatore o il posto in cui siamo tramite domande. Se non hai il gruppo giusto, è noioso.

Giù dal trono – Spiegato malissimo, con lunghe pause, e da due persone diverse, e giocato con un gruppo che non ha capito niente del gioco. Dovrebbe essere un gioco in stile The Resistance (che io non amo), ma più scanzonato.

Fief: France 1429 – Un gioco storico in cui si gestisce una famiglia nella Francia del 1400, tra alleanze, tradimenti, avvenimenti poco piacevoli, e la corsa a titoli nobiliari ed ecclesiastici. Divertente e pieno di interazione.

Rush and Bash – Prototipo (esce a maggio 2015), gioco assai divertente di corse alla Wacky Races, nel mondo di Baruffus (della Red Glove). Sicuramente è sul mio radar perché dura il giusto ed è tanto pieno di cattiverie tra giocatori.

Alone – Prototipo (aprile 2016?), survival horror in cui un giocatore fa l’eroe e gli altri i mostri alieni. Bella l’ambientazione, ottime e ben ambientate le regole (buio, luce, crafting, stealth, c’è tutto). Altro gioco sul mio radar.

Pirilin Pin Pin – Gioco per bambini, con belissimo artwork e carino da giocare anche per gli adulti. Bisogna “collezionare” principesse, ma c’è molta interazione e possibilità di giocare brutti tiri agli avversari.

El Capitàn – Altro gioco per bambini, in stile Memory ma con un po’ di regole aggiunte ed ambientato tra i pirati. Belli i materiali, e il gioco è comunque divertente.

Bomarzo – Prototipo. Un gioco di piazzamento lavoratori, ben congegnato e ben realizzato e non dura nemmeno tanto. Tante strategie per vincere e il gioco non è mai noioso. Ed io non amo i german. L’ho già detto?

Abraca…boh! – Un gioco con meccaniche alla Hanabi, solo che si possono (anzi, si devono) eliminare gli avversari cercando di capire quali incantesimi hai a disposizione (vedi solo quelli degli altri). Molto carino e molto veloce.

Insomma, alla fine della fiera (è il caso di dirlo) non sono rimasto soddisfatto dall’offerta e dalla qualità della Play di quest’anno. Pensate che i miei unici acquisti sono stati Heroclix Star Trek Tactics (trovato in offerta), e Dungeons & Dragons Dice Masters. La cosa peggiore, però, è che rischio di dire “non vedo l’ora di andare a Lucca”. Ma no, per fortuna ci sarà Essen, prima. Vi lascio con la galleria dei giochi provati a questa Play, and Happy gaming!

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7 thoughts on “Play 2015 – la recensione

  1. Quello dei dimostratori è stato un problema inaspettato di cui anche noi abbiamo sentito parlare. Quest’anno noi abbiamo avuto esperienze personali solo dalle partite dimostrative di giochi di ruolo, molto positive e con poche eccezioni non particolarmente significative. Ma parlando di giochi da tavolo pare sia stata proprio tutta un’altra storia. È davvero un peccato che una parte così importante della fiera non abbia mantenuto le aspettative create.

  2. Anche a noi il gioco Star Wars Armada è stato spiegato male dai dimostratori, molte regole basilari del gioco non ci sono state dette e quando abbiamo fatto presente al dimostratore che un segnalino x indicare il colore attivo nel turno x i caccia poteva essere utile, ci ha anche deriso dicendoci che era una fesseria (peccato che fosse già previsto e presente nella scatola).
    Comunque il giudizio generale sulla fiera è positivo e resta comunque molto meglio di Lucca dove a malapena si riesce a respirare….

  3. Purtroppo quello che dici è vero (in parte)… Allo stand di un noto editore per esempio ho dovuto spiegare io (da acquirente) le date di uscita e i prezzi base di un paio di loro giochi… XD
    Il mercato è in espansione; un po’ meno passione un po’ più di qualunquismo rispetto a quando nerd non era trendy imho.
    Resta il fatto che non esiste dimostratore migliore del creatore del gioco… La prossima volta ti invito volentieri al pad.B (a volte “snobbato” dagli autodefiniti “hard players”) a provare diverse chicche tra prototipi e autoproduzioni. 😉

  4. Direi che nella tua critica nei confronti dei dimostratori sarebbe bene fare una netta distinzione tra dimostratori delle case editrici che vengono, chi in moneta e chi in giochi, pagati e dimostratori come quelli del TreEmme e della TDG che fanno tutto RIGOROSAMENTE GRATIS e senza NESSUN tipo di rimborso…
    Credo che la prima tipologia sarebbe tenuta a presentarsi in modo più preparato per evitare figure del cavolo e spiegazione enormemente sbagliate..
    Nel secondo, vista anche l’immensa mole di tavoli e giochi da gestire, qualche errore ci può tranquillamente stare.
    Detto questo, mi trovo ad essere cmq d’accordo con te nell’ammettere che, quest’anno, la qualità dei dimostratori è stata inferiore rispetto a quella degli anni scorsi.

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