Monster Games: Intro

Come ho già avuto occasione di scrivere più di una volta, gestire da solo un blog ludico non è semplice, soprattutto al giorno d’oggi, in cui i blog fioriscono come promesse durante la propaganda elettorale, e molto spesso vengono scritti a più mani (se avete proposte, sono tutt’orecchi!). Non starò qui, ancora una volta, a sindacare la validità dei blog: dopotutto nessuno è perfetto. Potrei, certo, spendere parole sulla “corsa alla pubblicazione”, per la quale alcuni tolgono il cellophane alla scatola del nuovo gioco, lo montano e lo recensiscono con una o mezza partita alle spalle. Per queste cose io (e molti altri seri bloggers) scelgo di scrivere le “prime impressioni” o addirittura mi limito ad un “unboxing” se il gioco è bello da vedere ma non ho avuto il tempo di giocarlo a pieno; tuttavia, tali disquisizioni non rientrano nei fini del mio stesso blog.

Pertanto, oggi do’ il via ad una nuova rubrica, se così vogliamo chiamarla, sui Monster Games. Cos’è un monster game? Come per tutte le definizioni del nostro hobby, non esiste un’oggettività né una sistematica accettata (gran brutto difetto per chi scrive seriamente), per cui categorizzare è sempre difficilissimo. Va detto anche che frequenti sono i giochi che toccano più di una categoria, e va anche detto che nessuno ha ancora definito i parametri per una classificazione oggettiva dei giochi. Io ci sto provando da un po’, e sono sicuro che dopo questo post qualcun altro avrà qualche idea in proposito. Ma torniamo alla domanda: cos’è un monster game?

Vox populi, vox deorum, pertanto vado a vedere cosa dicono le maggioranze riguardo a codesto termine solo per scoprire che non c’è una definizione nemmeno in questo caso. Ai fini della mia rubrica, un monster game è un gioco da tavolo dotato di componentistica ricca e cospicua (non ho ancora definito i parametri numerici a questo proposito), ben ambientati, dal respiro epico, dalla durata non inferiore alle 2 ore, e che soprattutto creino una storia durante la partita.
Per esempio, Twilight Imperium è un monster game. Tales of the Arabian Night è un monster game. I Coloni di Catan no. In genere i monster games tendono a rientrare nella categoria degli “ameritrash“, che io preferisco chiamare “giochi ambientati”. Non esistono molti german che possano essere definiti monster game (ad onor del vero io non ne conosco nessuno), principalmente per la quasi totale mancanza di ambientazione in tale categoria di giochi. Sarà facile inserire in questa categoria la maggior parte dei wargame e dei dungeon crawler ed i giochi ferroviari “seri” (che pur mancando di dadi sono in genere considerati monster game). Devo, per correttezza, anche escludere da questa categoria i giochi di ruolo – perché stiamo parlando di giochi da tavolo, se non altro.

Va notato che la sola presenza di componenti numerosi e molto cospicui, o la sola durata, non rendono un gioco “monster”. Per esempio, Blood Bowl non è certamente un monster game, nonostante la durata di una partita possa superare le 2 ore, ed i componenti siano davvero notevoli, perché non contribuisce a costruire una storia od un’avventura. Va anche notato che ci saranno alcuni giochi di incerta collocazione. Per esempio: come definire un gioco come Robinson Crusoe? E Dominant Species?

Riepilogando, quindi, in questa rubrica troverete notizie su giochi che abbiano i seguenti attributi:
– forte ambientazione
– regole al servizio dell’ambientazione
– componentistica di qualità ed in genere abbondante
– durata non inferiore alle 2 ore
– respiro epico

In genere, tali giochi hanno anche:
– tabellone di discrete dimensioni
– gran quantità di tiri di dado e carte da pescare

Per finire, cosa scriverò in questa rubrica? Ogni entry riguarderà un gioco e le relative espansioni (ovemai ci fossero ed ovemai le abbia provate), con una minirecensione, le impressioni, la storia del gioco, e naturalmente le foto. Tutto sommato, sarà più una specie di “mini-wikipedia” dei monster games che una rubrica di recensioni pure e semplici. That’s it. Vi anticipo che il primo pezzo sarà su Fortune & Glory: the Cliffhanger Game, della Flying Frog.

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