Unboxing Star Wars: Imperial Assault

Atteso per febbraio 2015, Star Wars: Imperial Assault (SWIA) è il “dungeon crawler” di Star Wars made in Fantasy Flight Games. Si tratta, infatti, di una riedizione di Descent 2nd edition (D2), con alcune regole modificate o aggiunte in modo da adattare il sistema all’universo di Star Wars. In SWIA i giocatori impersonano eroi della ribellione, mentre uno dei giocatori interpreta l’equivalente “overlord“, controllando imperiali e neutrali che cercano di opporsi ai ribelli. Oltre a questa modalità di gioco, è possibile giocare anche 1 contro 1 in modalità skirmish, usando i contenuti della scatola. In un prossimo articolo parleremo in dettaglio delle meccaniche, confrontandole con D2, mentre qui mi limiterò a darvi una panoramica dei componenti, con dovizia di particolari e di foto.
Menziono, per completezza, che l’uscita ufficiale del gioco resta fissata per febbraio 2015, ma ad Essen la Heidelberger aveva un po’ di copie in “prevendita” ogni giorno, che andavano esaurite nello spazio di circa 3 minuti – e non esagero.

Scatola. La scatola di SWIA è la standard FFG dei giochi più grandi, come D2 o Gears of War, ma è molto più profonda, occupando circa 1,5 volte lo spazio di D2. Aprendo la scatola troviamo subito i 4 manuali (si, ce ne sono 4), un foglio di adesivi colorati e numerati, e 5 fustelle che contengono segnalini, gettoni e plance varie. Sotto questo bel po’ di materiale troviamo l’immancabile (ed inutilissimo) vassoio in cartone, che contiene i diversi mazzi di carte (in due misure, come in D2), i dadi, e le due espansioni “obbligatorie” (Darth Vader e Luke Skywalker), queste ultime contenute in un unico sacchetto ziplock. Il vassoio di cartone nasconde invece le miniature, 34, in plastica dura ed in due colori diversi (grigio per i “cattivi”, tan per i ribelli). Tra queste miniature c’è un colossale AT-ST, che viene fornito in diversi pezzi.

Miniature. Parlo subito delle miniature perché sono davvero belle. La scala dovrebbe essere 28mm, ma non ne sono tanto sicuro. Le miniature sono realizzate in plastica resistente, rigida e dura e, come scrivevo prima, in due colori diversi. Alle 34 miniature incluse nella confezione vanno aggiunte le due “bonus” di Luke e Darth Vader.
Le miniature hanno sculpt dinamici, molti dettagli, e non hanno difetti grandi (qualche arma è un po’ storta, in primis la lightsaber di Vader, ma niente che non si possa riparare con un phon). Il problema invece sorge, almeno nella mia copia, con l’AT-ST: sulla parte anteriore del muso ci sono i segni delle linee di fusione, ma quel che è peggio è che la coppia di cannoni anteriori va incastrata nell’alloggiamento appropriato; ma siccome la plastica è rigida, l’operazione ha richiesto almeno 4 minuti di pressione e tentativi vari. Il risultato, comunque, è spettacolare, dato che l’AT-ST è grande e le sue parti sono mobili (inclusi i cannoni di cui sopra). Veramente bello.
Le miniature grigie includono 2 Nexu e 4 cacciatori trandoshani come fazione neutrale, e diversi modelli di truppe imperiali: stormtroopers, ufficiali, 2 E-Web Repeating Blaster (le “mitragliatrici pesanti” dell’epoca), droidi sonda Arakyd Viper, e Guardie Reali, oltre al “bonus” di Darth Vader. Le miniature tan includono i sei personaggi ribelli e Luke Skywalker (che è un alleato e non un personaggio giocabile, purtroppo).
I sei personaggi sono: un Jedi, un wookie, un soldato, un comandante, un incursore (Bothan?), e un contrabbandiere. Ciascuno di essi appare ben caratterizzato e le pose sono dinamiche (per esempio, il contrabbandiere è accosciato, mentre il wookie è ritratto mentre sta per colpire con la sua vibroascia). La scala mi sembra rispettata abbastanza bene, anche se qualche dubbio sull’AT-ST mi resta.

Carte. Le carte sono di due dimensioni, ed il loro uso varia in base alla modalità di gioco (avventura, campagna o skirmish). Tra le carte grandi (formato American) troviamo le carte di Schieramento (ribelli, neutrali, imperiali) che dettagliano le miniature; le carte Missioni Secondarie, quelle Missioni della Storia, alcune carte Missioni Skirmish (2 del gioco base più 4 delle due “espansioni obbligatorie” incluse), un mazzo di carte Agenda imperiale, e 5 carte riepilogative. Le carte piccole sono di più, ed includono gli oggetti (divisi in tre “livelli” di potenza), le carte Imperial Class (che permettono di sviluppare il gioco imperiale su diversi livelli), 6 mazzi di 9 carte ciascuno dedicati agli eroi (uno per eroe), carte Scorte (che si usano quando si aprono le casse), carte Ricompensa, carte Condizione (con gli appositi segnalini), ed infine carte Comando (il mazzo più numeroso del gioco). Le carte sono ben realizzate ed in genere anche illustrate (ma ci sono diverse eccezioni).

Segnalini. Come è intuibile, SWIA è ricco in gettoni e segnalini in cartoncino, che vanno dai classici danni e condizioni (questi ultimi correlati con le relative carte) fino a marker dei terminali, gettoni missione, e 12 segnalini che rappresentano personaggi previsti nelle future espansioni (tra cui Han Solo, IG88, e Chewie). I segnalini sono chiari ed immediati, ma ho trovato strane le scelte dei simboli, sia per le condizioni, sia per le ferite.

Mappa. La mappa di SWIA è ovviamente modulare, costituita da oltre 40 tasselli quadrettati di forme e dimensioni diverse. Ciascun tassello è stampato fronte e retro, e ci sono 4 “ambienti” possibili (astronave, edificio generico, deserto roccioso, foresta/giungla). I tasselli includono anche 4 blast door, che vanno montate su appositi piedistalli (come le porte di D2), e sono identificati da un codice numerico per una più facile costruzione della mappa. Le mappe, a differenza di quel che accade in D2, riportano i codici di tutti i tasselli usati, il che è un gran passo in avanti rispetto al predecessore di SWIA, dove spesso occorreva cercare di leggere il numero stampato sull’immagine del tassello riportata nel libro delle avventure.

Manuali. Come accennato prima, i manuali sono 4, tutti a colori e con copertine davvero evocative. Il primo manuale è il “Learn to Play“, che illustra il gioco in generale e permette di iniziare quasi subito a giocare, oltre a dare una panoramica anche del gioco campagna. Abbiamo poi la Rules Reference Guide (come accade in Battlelore 2), che descrive tutte le regole in dettaglio ed in ordine alfabetico. Poi c’è una guida per lo Skirmish, che illustra le regole per questa modalità, ed infine la guida per la Campagna, con le missioni e le istruzioni per giocare una campagna; quest’ultimo manuale riporta in ultima pagina una scheda per registrare la campagna piuttosto dettagliata (magari ci fosse in D2…).

Conclusioni. Prima di lasciarvi alla galleria fotografica, ecco le mie impressioni su tutto questo materiale, iniziando dal prezzo. SWIA costa tantissimo, veramente tantissimo (siamo a livelli di Kickstarter), ma effettivamente il materiale incluso (e la licenza che paghiamo noi acquirenti) valgono abbastanza il prezzo richiesto. A mio avviso, un costo più giusto sarebbe stato di circa 20 euro in meno – ma queste sono le politiche aziendali della FFG, e noi non abbiamo voce in capitolo.
Va detto, però, che il gioco – come D2 ed a differenza di molti altri prodotti della FFG – è “self contained“, cioè non ha bisogno di espansioni per essere giocato interamente. La campagna è lunga e varia, e le miniature sono veramente ben realizzate. Tutti i materiali sono di qualità e le regole sono quelle collaudate di D2, ma con aggiunte molto interessanti, che descriverò prossimamente – per ora vi dico solo che i personaggi possono “morire“, cioè essere eliminati dall’avventura, anche se tornano in quella successiva. Va anche ricordato che SWIA può essere giocato in tre modalità diverse, e la modalità skirmish è un “gioco bonus” di per sé.
In breve: a prima vista, e giudicando dai componenti e dal suo predecessore, SWIA è esattamente quello che aspettavo da trent’anni: un gioco di avventura basato su Star Wars che non fosse un rpg, e che permettesse di giocare anche come imperiale (peccato che, per ora, non sia previsto di poter giocare con eroi imperiali contro “cattivi” ribelli). A presto con un’occhiata alle regole, e vi lascio alle foto degli splendidi materiali della scatola. May the Force be with you, always.

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