Modena Play 2014: the nerd who lived.

Play Modena. Da quando tanti anni fa prese il posto della tradizionale ModCon sono cambiate un po’ di cose, sia per chi scrive che per la convention in sé. Tutt’oggi molti utenti e giocatori continuano a rimpiangere la convention alla Polisportiva, perché in effetti era più “con” e meno “fiera”. Ma le esigenze cambiano, ed il gioco non è più un fenomeno di nicchia per i geek e per i nerd, ma qualcosa che può essere nell’interesse di persone tanto diverse quanto lo sono i boardgame nel mondo. E che frase filosofica. OK, ma questo articolo è solo per parlare della mia Play, di come l’ho vissuta e di come l’ho vista. Devo aprire dicendo che è stata la più breve della mia vita, perché per la prima volta son dovuto partire ad ora di pranzo (in genere ho sempre vissuto la Play fino all’ultimo secondo). E questo, proprio stavolta, mi ha un po’ lasciato l’amaro in bocca, perché a mio avviso è stata la miglior Play di sempre – ed a quanto pare non sono il solo a pensarla così.

Tralasciando il diluvio del primo giorno, che mi ha visto bloccato nel parcheggio di un ipermercato chiamato Metro, e tralasciando anche le stranezze del sistema di trasporto pubblico urbano modenese (non mi va di parlarne, ma è veramente strano), giungere alla Play ogni anno è sempre un’esperienza. D’altronde credo che lo sia in ogni fiera, ma la Play ha qualcosa di diverso da Essen o da Lucca, per fare due esempi. In ogni caso, questa volta era importante arrivare prima perché il venerdì si festeggiava il decimo compleanno di Gioconomicon, del cui staff faccio parte con orgoglio ormai fin dal 2010. Ed infatti dopo il canonico setup dello stand, c’è stata una festicciola “tra amici” per questo genetliaco così importante per il gioco italiano, a cui sono intervenuti gli addetti ai lavori (la fiera avrebbe aperto solo l’indomani). Gioconomicon ha però pensato anche ai visitatori, introducendo una votazione dei giochi presentati in fiera con tanto di estrazione di premi ludici, che ha riscosso un notevole successo, incoronando vincitore Concordia (che io, ammetto, non ho provato).

Le mie giornate modenesi sono state piene come al solito, dovendo provare una serie di giochi e prototipi per le preview che vengono poi pubblicate man mano su Gioconomicon. Ma ho potuto anche guardare il resto della fiera (complice Mario che quest’anno era nello staff dei Goblin). Come tutti gli anni, tanti tavoli – forse un po’ eccessivi rispetto all’uso quelli della sezione GdR, mentre un po’ in deficit quelli della sezione GdT. Il padiglione principale, quello ludico “classico” era pieno di stand, con tutti i grandi distributori presenti, e con diverse novità (tra cui in anteprima un paio di giochi da Norimberga, come il simpaticissimo Camel Up, e fresco fresco di KS il notevole Heroes of Normandie). Oltre all’area prestiti normali, quest’anno è stato istituito un angolo per i giochi “vintage”, cioè non nuovissimi, che ha riscosso grande successo. Anche la sezione GdR era ben piazzata, dato che si festeggiava il 40° compleanno di Dungeons & Dragons, come ben sappiamo, con una serie di eventi dedicati che hanno riempito completamente la giornata di sabato.

Gli altri due padiglioni erano dedicati come al solito l’uno al gioco “live” (nel quale ho avuto la sventura di vedere due persone che distruggevano il combattimento spada e buckler, ma sto divagando), in cui era notevole la presenza di un X-Wing da Star Wars, e l’altro ai wargame e giochi “alternativi”, in cui enorme successo hanno riscosso come sempre i giochi in legno, assai divertenti per tutte le età. Pochi gadget (per fortuna), e sempre meno cosplayer (e di questo io sono strafelice), anche se comunque non mancavano. Ho personalmente notato la bassa presenza della 501st Legion, ma forse avrò visto male… sicuramente non era in forze come nelle passate edizioni. Il livello dei servizi è un po’ migliorato dal punto di vista della ristorazione (i tempi, soprattutto), ma purtroppo i servizi igienici sono sempre troppo pochi e in condizioni terribili – certo mai come Lucca, ma mi rendo conto che non è facile gestire questa parte dell’organizzazione.

Cosa dire invece della parte strettamente ludica? Le novità c’erano, ma essendo la Play lontana da Essen e troppo vicina a Norimberga, in realtà sono sempre poche. Alcuni editori hanno portato solo espansioni, altri hanno cominciato a inserire dimostratori (per lo più dimostratrici, invero… e tutte molto belle, diciamolo) in “costume”: p.es., la Asterion ha localizzato la riedizione di Sherlock Holmes Consulting Detective, dimostrato da due ragazze in costume simil-Sherlock. Ovviamente il fulcro della Play è il gioco in italiano, ed a mio avviso questo limita moltissimo l’offerta, ma siamo in Italia, uno dei pochi paesi al mondo in cui la lingua inglese è ancora una specie di mostro. In ogni caso, la possibilità di gioco a livello di tavoli è aumentata. Si, ci sono ancora punti da aggiustare, come per esempio dimostratori che fanno giocare un’intera partita a giochi che durano due ore (a mio parere è una cosa che non dovrebbe essere fatta… per il gioco libero c’è l’area apposita), oppure troppi tavoli dedicati al GdR rispetto alla domanda; però in generale la strada intrapresa è quella giusta.

I giochi che ho potuto provare sono stati parecchi, e non necessariamente novità: 8 Minuti per un Impero, Sherlock Holmes Consulente Investigativo, Heroes of Normandie, Allarme: U-Boat, Globz, Ready to Rock, Theseus: The Dark Orbit, Camel Up, e i prototipi di Everzone e Adventure Bazaar, e mi sono piaciuti tutti, anche se quest’anno non ho trovato il “gioco epico” (Heroes ci si avvicina più degli altri); e naturalmente ho potuto chiacchierare amabilmente con gli amici che vedo un paio di volte all’anno grazie a queste manifestazioni.

Insomma, bella edizione questa della Play; la strada imboccata, come detto, è quella giusta. Ci sono migliorie da apportare, ma lo spazio di miglioramento esiste sempre, e comunque le cose importanti ci sono quasi. Forse quel che davvero mi spiace e che non cambierà è il fatto che la Play duri solo due giorni… ma vabbè. Eccovi un po’ di foto, ed al prossimo anno, dunque!

 

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