Giochi da Weekend, puntata 1

Di tanto in tanto mi capita di poter giocare durante il weekend. In genere sono abbastanza fortunato da provare alcuni titoli che non avevo ancora potuto giocare in precedenza – che appartengano alla mia collezione o a quella di altri. Pertanto, ho pensato di scrivere le mie impressioni sulle partite; magari possono essere utili a qualche altro giocatore. Vi prego, tuttavia, di tener presente che saranno impressioni molto soggettive e che mi soffermerò assai poco sulle meccaniche del gioco in sè (ma tanto con tutte le possibilità che ci sono di scaricare o leggere regolamenti online, avrebbe poco senso descriverli anche qui).

BOXavalon3DDiamo inizio alle danze con The Resistance: Avalon. Si tratta di un gioco vagamente ambientato alla corte di Re Artù, sul modello Lupus in Tabula (che sicuramente non è tra i miei giochi preferiti), in cui ci sono alcune missioni da compiere, in maniera molto astratta. Le missioni hanno successo o falliscono grazie ad un sistema di votazioni effettuate con carte (di tipo “Si/No”). Ciascun giocatore riceve una carta identità, che deve restare segreta per tutto il gioco – alcuni giocatori saranno i cavalieri buoni, ma altri interpreteranno i traditori della Tavola Rotonda (i soliti, Mordred, Morgana e così via); va menzionato che i buoni ovviamente sono in maggioranza. Una volta distribuite le identità, i giocatori chiudono gli occhi e alcuni di essi potranno fare gesti o riaprire gli occhi per via dei loro poteri. In questo modo, alcuni giocatori verranno a conoscenza delle identità degli altri.
Poi inizia la partita vera e propria: il primo giocatore dovrà formare un gruppo per affrontare la prima missione. Una volta dichiarato il gruppo, tutti i giocatori votano la propria approvazione – se i voti contrari sono in maggioranza, il gruppo non parte.
Se il gruppo parte, tutti quelli che hanno votato a favore ricevono due carte, Successo e Fallimento. Ne scelgono una coperta e la mettono sul tavolo, e quando tutti hanno scelto, le carte si mescolano coperte, e poi si scoprono una alla volta. In genere basta un fallimento per far fallire la missione. Da queste informazioni, si deve cercare di capire chi siano i traditori e di chi ci si deve fidare. A tre missioni vinte i buoni vincono, ma prima i cattivi hanno la possibilità di smascherare Merlino (se ci riescono, vincono loro). Componenti buone, belle illustrazioni, bei materiali.
Le mie impressioni: gioco sicuramente eccitante se vi piace il genere. Io personalmente non credo di aver voglia di rigiocarci. Nella sua categoria, comunque, è sicuramente il migliore, disfacendosi abbondantemente di Lupus in Tabula e compagnia bella, quindi se vi piace il gioco “di comitato”, beh… Non c’è scelta migliore. Personalmente, non gradisco, spiacente.

lotr_dbg_boxPassiamo poi a The Lord of the Rings:The Two Towers Deck Building Game. Essenzialmente è un deckbuilder ambientato nel mondo di Tolkien, ma basato esclusivamente sul film (quindi attenzione). Ciascun giocatore riceve un personaggio del film, ed una mano iniziale di 9 carte più 1 speciale (p.es. a me è toccato ovviamente Gimli con la sua carta “micidiali sulle corte distanze”). Ci sono 5 carte a terra (il mazzo contiene diversi tipi di carte: nemici, alleati, luoghi, manovre), e con le proprie carte se ne può acquistare una o più in base ai punti potere che si ha a disposizione – ogni carta ha un costo in punti potere. Ogni carta ha anche un valore in punti vittoria, che può essere zero o persino negativo. Ci sono alcune carte speciali, come il Valore, che di base vale 2 punti potere ed 1 punto vittoria, gli Arcinemici, che costano tantissimo e valgono tanto, e causano attacchi a tutti i giocatori quando vengono comprati, e la Corruzione, che vale punti negativi e si riceve in particolari circostanze. C’è anche un mazzo di carte Mura; quando uno dei mazzi finisce, termina il gioco e si vede chi ha più punti in mano. Carte di buona qualità, immagini del film.
Le mie impressioni: semplice, nelle sue meccaniche. Probabilmente un po’ lunghetto, ma a mio avviso molto più giocabile e godibile di altri deck builder basati su film e telefilm. Tuttavia l’ambientazione si sente poco, e questo è un peccato.

Dread CurseDread Curse: più un party game che altro, in cui ci sono dei ruoli e bisogna pescare monete da un sacchetto. E’ possibile anche rubare le monete e giocare carte per disturbare gli avversari. Il tutto basato sul fatto che ogni giocatore ha un ruolo che può cambiare ad ogni turno ed ogni ruolo ha delle abilità speciali che si interfacciano decentemente.
La pesca delle monete è tuttavia un elemento di fortuna che non piacerà a chi non ama Lady Luck (io ho vinto la partita avendo meno monete degli altri, ma tutte di valore alto).
Le mie impressioni: un gioco per fare casino con gli amici, non troppo lungo, ma da giocare almeno in 5 persone se lo si vuol apprezzare a pieno.

 

loveletter2Love Letter: un filler carino, in cui si pesca e si gioca una carta. Ogni carta ha un suo valore numerico ed un’abilità speciale. Lo scopo del gioco è eliminare gli altri o riuscire a tenere la carta più alta nell’ultimo turno. I componenti sono belli (sacchetto di velluto rosso, belle illustrazioni, cuoricini di legno come segnapunti). Chi vince il round si assicura un punto, chi arriva a quattro punti vince.
Le mie impressioni: un filler carino ma che all’occorrenza diventa troppo lungo per quello che offre. Magari giocando a meno punti diventa più godibile. In due non ha alcun senso ma secondo le regole si può giocare anche uno contro uno.

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