Buon 40° Compleanno, Dungeons & Dragons!

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Quando Gary Gygax e Dave Arneson decisero di pubblicare nel 1974 la loro versione fantasy del regolamento per miniature Chainmail, probabilmente non si aspettavano di aver creato un mito dei nostri tempi, un gioco che sarebbe diventato un culto, che avrebbe dato vita ad un’intera nuova forma di divertimento, e che sarebbe diventato una specie di dottrina per un tipo particolare di persone brillanti ed intelligenti, Nerd in breve.

Dopo tante edizioni, tanti remake, film, videogiochi, boardgame, miniature, libri, quest’anno vedremo l’uscita della quinta edizione ufficiale di D&D, chiamata D&D Next, al cui playtest ho partecipato, e che è senza dubbio un ritorno alle atmosfere originali del gioco. In questa occasione, la Wizards of the Coast ha lanciato una megacampagna multimediale chiamata Tyranny of Dragons, in cui avremo di fronte nientedimeno che Tiamat, la regina dei draghi cromatici, l’arcinemico per eccellenza. Difficile trovare di meglio per il lancio della nuova edizione.

Dungeons & Dragons nasceva 40 anni fa, e da allora non ha fatto altro che crescere. Non solo come fenomeno di nicchia, ma come pietra dell’immaginario collettivo, come archetipo del gioco di ruolo, come atto iniziale di un nuovo modo di divertirsi pensando. Quando io, nel lontano aprile 1985, per la prima volta aprii la scatola rossa, la famosa scatola rossa, entrai in un mondo nuovo che non ho lasciato più. Due manuali, sei dadi poliedrici colorati, qualche foglio di carta quadrettata, ed il resto era tutto fantasia. E per uno cresciuto a pane e Tolkien trovarsi davanti questo nuovo mondo, in cui il gioco lo costruivi tu con gli amici, è stato un punto di svolta della mia vita.
Oggi, a tanti anni di distanza, non ho perso quelle emozioni, nemmeno per un momento. Non ho mai dimenticato chi sono, cioè un Nerd. Come tutti gli altri Nerd, distante dalle compagnie comuni, dal modo di divertirsi “normale”, con tutti i problemi che ne derivano. Non eccessivi come quelli lamentati dai nerd made in U.S.A. che ormai siamo abituati a conoscere tramite i media, certo che no. Ma diverso comunque.

Perché festeggiare D&D quando è un passatempo Nerd (e Geek)? Beh, se state leggendo qui, probabilmente nemmeno dovete chiedervelo. Ma quanto sto scrivendo di getto è una cosa che ci tenevo a “divulgare”, se mi perdonate il termine, perché probabilmente è una serie di sensazioni ed esperienze in cui molti di voi si ritroveranno. Oggi il “nerd” va di moda. Ci sono i poser nerd, come esistono i poser metallari. Ma sono solo squallidi tentativi, perché non si è nerd indossando una t-shirt o un paio di occhiali dalla montatura spessa. No, quello che ci contraddistingue è dentro di noi. I veri Nerd sono altro. E lo sono anche grazie a D&D.
D&D ci ha insegnato molte cose. Ci ha insegnato che l’amicizia è una cosa fondamentale, da tenere salda come uno scudo. Ci ha insegnato che per raggiungere uno scopo è meglio collaborare tra persone con una simile mentalità, che tentare di farsi le scarpe a vicenda. Ci ha insegnato principi morali che i media moderni tendono a distruggere e calpestare, come l’onestà, l’integrità, il codice di comportamento, l’amicizia, persino l’amore. Ma soprattutto D&D ci ha insegnato a sognare, ad usare la nostra fantasia.

E quando siamo stanchi dopo una giornata particolarmente dura, dopo un’esperienza pesante, dopo una delusione, noi abbiamo una difesa invidiabile grazie a Tolkien, ad Howard, ed a D&D. Si, noi abbiamo noi stessi, il nostro mondo – che le persone, con la tipica presunzione derivata dall’ignoranza, condannano, deridono e temono, persino. Quel mondo, che viene dalla nostra fantasia, ci permette di andare avanti, come i “sentieri dei bei sogni elfici” che gli appassionati di Tolkien ricordano benissimo. Un porto sicuro dove aspettare che la tempesta passi. Un luogo che non ci allontana dalla realtà, tutt’altro. Anzi, ce la fa vivere più intensamente, grazie alle emozioni che possiamo provare. Ma ce la fa vedere anche sotto altri aspetti che altrimenti non avremmo considerato.

Può sembrare banale, ma il concetto stesso di “punti esperienza” è utile. Se una cosa va storta, abbiamo imparato. Abbiamo fatto esperienza. L’esperienza ci farà “passare di livello”. Si, perché non ci piangeremo addosso, ma faremo tesoro di quello che ci è accaduto, ed andremo avanti più ricchi e più esperti.

Io auguro buon compleanno al padre di tutti i giochi di ruolo, ma anche padre di tutti i nostri sogni, per tutto quello che mi ha dato, e sono certo che anche voi che leggete provate le stesse cose. Grazie, D&D, per avermi reso l’orgoglioso UberNerd che sono oggi. Grazie per i sogni, la fantasia, le risate, gli amici, le serate in compagnia a tirare dadi e cancellare numeri su fogli di carta. Grazie per gli ideali, per gli insegnamenti. Grazie per avermi dato la forza interiore di un mondo fatato che mi sostiene quando tutto attorno è buio, come la Fede di un Paladino.

Buon compleanno, vecchio amico. Buon compleanno, Dungeons & Dragons.

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