Tweeeet

20130930_095502No, non ho esagerato con le “e”, nel titolo. Tweeeet è il gioco pubblicato dalla Cwali in occasione di Essen 2012. A firma Corné van Moorsel, Tweeeet è un gioco astratto per 2-6 giocatori, dalla durata di 20-30 minuti, e caratterizzato dai componenti, che sono semplicemente splendidi.

La scatola di Tweeeet è rettangolare, verde, con il titolo del gioco in giallo e con un’immagine bucolica che fa da sfondo ai due uccelli protagonisti di questo gioco, cioè un pettirosso ed un pettazzurro (rispettivamente Erithacus rubecula e Luscinia svecica, per gli amanti della zoologia). Sollevando il coperchio, troviamo le istruzoni in inglese, tedesco, francese ed olandese (due facciate A4 per ogni lingua); una plancia di partenza; una serie di tasselli per creare la mappa di gioco, tutti a forma di una fila di esagoni (1×9), con il retro uguale – alternanza di nidi e prati, ed il fronte che rappresenta diversi tipi di ambienti e di cibo; ed infine il pezzo forte del gioco, cioè segnalini e pedine.
Le pedine sono miniature dei due uccelli (tre pettirossi e tre pettazzurri), ciascuno con una coda di diverso colore, e poi diversi di segnalini per rappresentare i punti cibodi valore da 1 a 5 – solo che ciascun valore è rappresentato da miniature di un cibo per gli uccellini: noci, bruchi, coccinelle (che in realtà in Natura sono velenose e quindi non vengono mangiate, ma ok), fragole ed uva. Ci sono anche 6 segnalini in resina dalla forma indefinibile, ciascuno di un colore diverso, che servono a ricordare ai giocatori il colore della coda del proprio passeriforme.

Il gioco in sè ha meccanismi estremamente semplici: ciascun giocatore sceglie un colore, prende i relativi segnalini, e riceve una dotazione in cibo a seconda dell’ordine di gioco (il primo giocatore riceve 6 punti cibo, il secondo 7, etc.). Lo scopo del gioco è arrivare a posarsi in un nido quando la mappa è finita, ed essere nella squadra con più energia (punti cibo). Già, perchè il gioco è a squadre: pettirossi contro pettazzurri!

La mappa contiene solo quattro tipi di caselle: i nidi (che compaiono solo alla fine della partita), i prati, l’acqua, ed i cespugli (in cui compare il cibo). Nel proprio turno, un uccello deve volare fino ad un esagono di cespugli che contenga del cibo, e può attraversare solo gli esagoni di prato. Se arriva ad un nido non occupato o ad un cespuglio, si deve fermare lì (l’acqua è terreno impraticabile). Quando un uccellino arriva al cibo, raccoglie il segnalino locale e lo mette nella sua riserva.
Tuttavia, per volare da un punto all’altro, occorre spendere energia, cioè cibo. Ogni esagono di movimento, escluso quello di partenza ma incluso quello di arrivo, costa 1 punto di cibo; il cibo va speso prima di raccogliere quello nuovo. Nota: se un giocatore non ha abbastanza cibo per raggiungere il successivo esagono (cibo o nido), è fuori dal gioco.
Ogni volta che un uccellino arriva a tre o meno esagoni dal bordo della mappa, si aggiungono altre due file di esagoni alla mappa. Quando la riserva delle file di esagoni contiene una sola fila, questa viene aggiunta mostrando il lato con i nidi: i nidi sono l’arrivo per tutti gli uccellini.

Quando tutti sono giunti ad un nido (un nido può essere occupato solo da un uccellino), si contano i punti cibo, e la squadra che ne ha di più, vince. Durante la partita, i giocatori della stessa squadra possono discutere tra di loro solamente se le loro pedine sono entro 6 esagoni; se sono entro 7-9 i giocatori possono cinguettare tra di loro, e se sono distanti 10 o più esagoni, possono solo battere le ali. Eh si.

Tweeeet non è un gioco particolarmente innovativo, originale o cervellotico: si tratta di una corsa a squadre in cui bisogna raccogliere risorse per muoversi; ma non è nemmeno un gioco banale, perchè occorre pianificare i movimenti per raccogliere le migliori risorse di cibo e non restare senza cibo. Devo dire, tuttavia, che il vero punto forte del gioco sta nei componenti, che sono veramente bellissimi. Insomma, il gioco in sè non è male, ma è da avere giù solamente per quello che si trova nella scatola. Probabilmente piacerà a tutti dalla prima partita, ma una volta giocato potrebbe non essere il gioco adatto a tutti; in fin dei conti si tratta di un astratto in cui bisogna pianificare le risorse per spostarsi. Vale la pena provarlo, sicuramente – ed esteticamente parlando resta uno dei giochi più belli da vedere nel panorama dei “german”.

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