Dreadball

dreadballWow. Non scrivevo una recensione di un gioco da… beh, da quando Obi Wan Kenobi si è ritirato su Tattoine. OK, vediamo di farci perdonare. Oggi parliamo di Dreadball, un gioco della Mantic Games, per due giocatori, dal tema sportivo – quantomeno, in linee generali. Dreadball è uscito da una campagna su kickstarter coronata da successo e da molta attenzione, anche perchè si tratta in pratica del primo gioco “simil-football americano” di miniature che si sia affacciato sul mercato per molti e molti anni.

Chi è appassionato di giochi di miniature, infatti, conosce benissimo il totale dominio del settore “sport” mantenuto da Blood Bowl, un gioco della Games Workshop che pur essendo uscito dal mercato ufficiale della casa di Nottingham, è rimasto tra gli “specialist games”, e le sue vendite sono sempre state alte, tanto è vero che il regolamento ha subito tante diverse modifiche anche su suggerimento delle vaste comunità di utenti. Nonostante giochi sullo “sportivo violento” siano stati pubblicati negli anni (e mi viene in mente subito il sottovalutato e sfortunato Battle Ball), Blood Bowl ha sempre mantenuto il totale predominio. Ed è interessante che sia di un’altra casa di Nottingham (la Mantic, infatti, è ubicata nella ridente cittadina inglese che ospita anche la GW) il prossimo successo nel football fantasy.

Questa premessa, però, richiede una postilla. Innanzi tutto, Dreadball non è fantasy, ma è ambientato nel futuro. In secondo luogo, e ben più importante, paragonare Blood Bowl e Dreadball non è del tutto corretto, e va a discapito di entrambi i titoli. Tuttavia la prima cosa a cui moltissimi appassionati hanno pensato quando hanno “investito” nel kickstart di Dreadball è stata proprio “finalmente, un rinnovamento nel mondo di Blood Bowl”. Niente di più sbagliato.

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Prima di parlare del gioco in sè mi sembra giusto introdurre i materiali. La Mantic è nata come casa produttrice di miniature, una sorta di alternativa prima a Warhammer 40K (con Warpath, le cui regole sono scaricabili gratis e sono state scritte dal noto Alessio Cavatore, ex-GW), e poi con Kings of War (la versione fantasy di Warpath). Solo in seguito la Mantic ha deciso di seguire la politica dei giochi “derivati”, e così sono nate quelle che secondo me sono piccole gemme del gioco di miniature. Prima la famiglia di Dwarf King’s Hold (un gioco 1 vs 1 ambientato in sotterranei), poi Project Pandora (idem, ma di ambientazione fantascientifica), poi Dreadball, ed ora un nuovo progetto appena uscito da un altro ottimo kickstarter, intitolato Deadzone. Pertanto, Dreadball è incentrato sulle miniature. La scala usata nelle miniature è inferiore a quella della GW o di altre case “standard”, per intenderci – anche se di poco, ed il livello di dettaglio della prima serie (umani, orx, nani e veer-myn), per quanto elevato, non fa gridare al miracolo. La qualità “fisica” dei materiali, tuttavia, va encomiata.
Nella scatola base troviamo 21 miniature (10 giocatori umani, 10 orx e goblin, ed un arbitro – più il pallone), 18 dadi di tre colori diversi, 13 segnalini in cartoncino (questi ultimi sono di cartoncino sottile, va detto), un mazzo di carte, 24 basette esagonali trasparenti, un blocco di schede per le squadre, una plancia di gioco a colori in cartone rinforzato, ed un corposo e leggibile manuale a colori. Eccetto i segnalini, tutti i componenti del gioco, come ho detto, sono piuttosto resistenti (ma in effetti anche i segnalini se la cavano, pur sembrando molto fragili). Le miniature sono ben dettagliate e ciascun ruolo (vedi sotto) è rappresentato da due pose diverse, per cui in una squadra con tutti e tre i ruoli avremo in campo ben sei giocatori diversi.

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Va detto subito che Dreadball è molto veloce. Sul campo, piuttosto piccolo ed esagonato, trovano infatti posto solo sei giocatori per squadra, pertanto il gioco subisce pochi rallentamenti. I giocatori umani interpretano il ruolo di allenatori e manager della squadra, ed il loro scopo, naturalmente, è quello di portare la propria squadra alla vittoria della partita (o della Lega, se si gioca in modalità campionato).
Ogni squadra ha solamente due o tre ruoli: Guard (deputato a percuotere gli avversari, ed incapace di prender palla); Jack (capace di giocare con o senza palla); e Striker (lo specialista del gioco con palla). Per completezza va menzionato che nella modalità campagna una squadra può trasformare una guardia in Keeper, che funziona quasi da “portiere” e che può prendere il pallone.In Dreadball, infatti, il pallone non è di cuoio, e viene sparato in gioco a velocità superiori ai 200 km/h. I giocatori che devono interagire con l’ovale cromato sono dotati di un equipaggiamento speciale che può rallentare ed afferrare il pallone, per poi accelerarlo di nuovo a velocità incredibili al momento del tiro.

Una partita di Dreadball dura 7 turni per squadra, ed in ogni turno l’allenatore ha di base 5 azioni. Ogni azione permette ad uno dei propri giocatori di fare qualcosa: in genere muoversi e fare qualcosa come colpire un avversario, rubar palla, o tirare. Il campo di gioco è caratterizzato da sei aree di tiro (tre per squadra), nelle quali c’è un esagono in cui va lanciato il pallone per fare punti. Tirare da lontano vale più punti, e tirare nella zona più interna delle tre fa guadagnare più punti (ed in genere l’apprezzamento dei tifosi, molto utile).
La peculiarità più importante di Dreadball è che quando avviene una segnatura, non c’è riposizionamento della squadra, ma una nuova palla viene sparata immediatamene a centrocampo, e la partita ricomincia subito con le squadre schierate come stavano al momento della segnatura. Questo ha notevoli implicazioni tattiche, perchè scoprirsi troppo significa rischiare di subire un goal contro.
Anche la gestione degli infortuni è rapida: gli infortunati vengono messi in un’area apposita (il SinBin) divisa in tre settori numerati 1,2 e 3, e ad ogni fine turno, avanzano di un settore. Una volta arrivati ad 1, al turno successivo passano in panchina e possono quindi tornare in gioco a scelta dell’allenatore.

Tutte le azioni sono gestite da un sistema basato sul lancio di dadi. Ogni giocatore ha quattro abilità (forza, velocità, abilità ed armatura), ed i loro valori costituiscono il bersaglio dei tiri di dado. In genere basta che uno dei dadi tirato eguagli o superi il valore necessario perchè l’azione abbia effetto – ma nei casi in cui la prova avviene tra due giocatori di opposta fazione conta il numero dei successi.
Gli allenatori hanno a disposizione alcuni dadi aggiuntivi che si possono acquistare prima della partita, e che possono essere usati in una qualsiasi prova, ma vengono poi scartati.
I contrasti non sono necessariamente mortali, e per mettere K.O. un avversario occorre superarlo nel tiro di parecchio – ma i falli sono azioni consentite, anzi sono all’ordine del giorno. La presenza e la visuale dell’arbitro sono importantissime per questa ragione, ma ci sono modi e modi di aggirare l’ostacolo.
Inoltre, Dreadball si avvale di carte, che possono anche non essere usate ma in genere rendono il gioco ancora più interessante.

20130902_100904Dreadball è un gioco con pochissime pause (per non dire nessuna): non c’è riposizionamento, il cambio di tattica deve avvenire al volo, e non si può giocare tentando di eliminare gli avversari e basta. Un gioco veloce volto a lanci e tiri può premiare, ma d’altro canto l’avversario può tentare di rubare palla, letteralmente spostare gli avversari e tentare di portarsi in posizione per il tiro. In Dreadball non c’è una linea di meta, e segnare non è facilissimo, ma lo diventa ancor meno se si è pressati dagli avversari, quindi il gioco di squadra diventa fondamentale. Altrettanto fondamentali sono le sostituzioni ed il ritorno in campo degli eventuali infortunati. Insomma, tutto Dreadball è rapido ed estremamente tattico.

Dreadball ha anche una modalità campagna, molto dettagliata, in cui ovviamente i nostri giocatori possono fare esperienza e guadagnare abilità ed equipaggiamento (ed in alcuni casi cambiare ruolo, come succede per i Keeper), è possibile acquistare star e giocatori “stranieri”, e tutta la parte gestionale appare stimolante e divertente – inoltre una partita a Dreadball dura meno di un’ora, e quindi è possibile fare più partite in un pomeriggio di lega. Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di giocare a Dreadball in formato “campionato”; ma mi auguro di colmare presto questa lacuna.

A questo punto vi starete chiedendo “ma quando arriva il confronto con Blood Bowl?”, e la riposta è: non qui. Tutto quel che posso dire è che Dreadball offre un’esperienza di gioco decisamente differente dal classicissimo della GW, e va provato – soprattutto se siete accaniti giocatori di Blood Bowl, perchè tentare di giocare a Dreadball con le tattiche di BB significa in genere essere sconfitti. Tuttavia la tattica e la velocità del gioco possono disorientare, e quindi le prime impressioni dei veterani di BB rischiano di essere negative. Io ho giocato tanto a BB e proprio per questo vi esorto a provare Dreadball, perchè si tratta di un bel cambio di marcia, di un’esperienza nuova e di un gioco decisamente diverso ma che potreste trovare affine. Per chi invece non ha mai avuto il piacere di giocare a BB, Dreadball potrebbe rappresentare un ottimo ingresso nei giochi “sportivi fantasy”. Insomma, a me Dreadball è decisamente piaciuto, e spero di poterlo giocare in modalità campagna, per aggiungere l’aspetto strategico a quello tattico di una singola partita.

  

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