La mia Lucca 2012

Beh, anche questa volta sono stato a Lucca in veste di team Gioconomicon, ed anche questa volta posso ribadire le mie impressioni: Lucca non mi piace. Ma andiamo con ordine.

Sono abbastanza sicuro che Lucca Comics faccia migliaia di visitatori per due ragioni: i cosplayer (che io trovo orribili, ma mi rendo conto che sono “necessari”), e il fatto stesso di esistere (vado a Lucca perchè è un must). I cosplayer sono terribili tranne l’occasionale genio – tipo Gesù o i merry men di Robin Hood Men in Tights; tuttavia sono diventati una necessità della fiera, e non capisco perchè non si uniscono per ricevere una sostanziale riduzione dell’ingresso a colpi di “altrimenti non veniamo”. Ma siccome la stragrande maggioranza dei cosplayer è scema, posso capirlo (si, odiatemi, sai quanto me ne importa).
La questione “happening”: Lucca è diventata “il posto dove essere”, quindi non andarci è “out”, per i fumettari e gli otaku. Ah, e per i bimbiminkia. In ogni edizione della fiera circolano centinaia di bimbiminkia con finte katana che sognano di essere grandi kensai. Ok. Però il punto è che ormai a Lucca si va perchè “si deve andare”.
Postilla: io non conosco la situazione fumetti, che rappresenta la maggior parte dell’evento. Non conosco la scontistica, la disponibilità, le novità, il comportamento degli standisti, etc, quindi non posso dire nulla a questo proposito. Probabilmente ci sono ragioni anche qui per il successo dell’evento, ma non conoscendole non posso dire nulla.

E dal punto di vista del vero Nerd (non dei BM che si atteggiano a nerd), cosa possiamo dire? Fumetti: in stragrande maggioranza il dominio è manga, perchè il giappone si porta tra i BM. C’è persino il Japan Palace… una volta adoravo la cultura giapponese, poi i BM me l’hanno fatta odiare (soprattutto i cosplayer). Stand giochi, che è quello che alla fine conosco meglio: sempre più gadget e videogiochi, sempre meno giochi. Tavoli di prova/ludoteca assolutamente impraticabili, senza nemmeno lo spazio per sedersi, con turnover del tutto ridicoli e senza prenotazioni per cui chi aveva il gruppo più numeroso si sedeva (mi è successo con Winter Tales). Chi gioca a questi tavoli lo fa per lo più per riposarsi, senza considerare nulla attorno e impiegando eoni per le mosse, o chiacchierando amabilmente con gli amici mentre noi si sta in piedi ad attendere. Chi fa le demo ha comportamenti altalenanti dal “finire la partita se mi stai simpatico” al “ecco, hai giocato tre turni, il gioco va così” (anche questo mi è capitato, senza fare nomi: partita prima di me durata un’ora e mezza, poi arrivo io come STAMPA e mi si liquida in 10 minuti con tre turni di gioco di cui uno simulato per l’endgame).

Professionalità: bassa, bassissima, davvero. Molti dimostratori stanno chiaramente lì perchè vogliono essere parte dell’evento o per entrare gratis a Lucca, conoscono poco i giochi che dimostrano e per nulla il mondo dei giochi circostanti. Prezzi assolutamente alti, certamente più di Essen (che so non fare testo), novità veramente pochissime (con qualche remota eccezione). Mobilità impossibile, nessun vantaggio per chi sta lì “per lavoro”. Se io devo provare un gioco per farne una preview, ed ho TUTTI i contrassegni che mi identificano come addetto stampa, vengo troppo spesso trattato in maniera approssimativa (anche qui non faccio nomi).

In pratica, Lucca è una cosa orribile, in cui però come stampa devi esserci perchè è così. Un evento decisamente all’italiana, inserito in un contesto all’italiana di un mondo che all’estero è radicalmente diverso. Ho potuto vedere Essen, e conosco la Play di Modena. Certo, direte voi, quelli sono eventi ludici e non fumettistici, ma allora levate il padiglione Games o quantomeno la parola “Games” dal titolo. Lasciateci i videogiochi, Magic, Yugioh e World of Warcraft card game, perchè quelli sono fondamentali per i BM, e basta.

Ma veniamo alla MIA Lucca, funestata da eventi esterni ma collegati all’organizzazione orripilante di questo che potrebbe essere veramente un evento modello ma che diventa solo una corsa a fare più biglietti.

Albergo decisamente buono, relativamente vicino a piedi al padiglione games, quindi conveniente. Situazione demo nonostante tutto nella media (4 giochi al giorno dati i tempi di attesa ed i tempi tecnici per scrivere le preview e muoversi nella fiumana di gente nei passaggi stretti). Ho potuto provare diversi giochi (di cui trovate le preview su http://www.gioconomicon.net), e posso dire che alla fine le novità entusiasmanti sono state pochissime, tra tutte Seasons, Legends of Andor, e probabilmente Winter Tales (tutti gli “esperti” entusiasti, ma io non l’ho provato). Purtroppo, come ho detto, le novità interessanti erano davvero pochissime, e la possibilità per la stampa di provarle erano ridotte (Seasons per esempio l’ho provato nell’area giochi liberi, grazie ad una dimostratrice di un gruppo ludico fiorentino [errata corrige]), e i prezzi assolutamente alti.
Una precisazione: quello che intendo dire con “possibilità di provare per la stampa” è che a mio giudizio ci dovrebbe essere una possibilità per chi scrive di potersi quantomeno prenotare ad un certo orario per giocare ad un gioco. Io sono stato dimostratore, so cosa voglia dire il caos di Lucca, ma so anche che ero in grado di prendere un foglio e prenotare. Ribadisco, parlo solo di prevew e di possibilità di provare il gioco in loco. I piccoli editori si dimostrano sempre i più disponibili (qui i nomi li faccio, per fare due esempi: Greebo ed NSKN, entrambi eccezionali dal punto di vista dell’ “ospitalità” per chi doveva scrivere una preview), ma è grazie soprattutto a chi fa il dimostratore per l’area gioco libero che mi son trovato a poter provare qualche titolo in più.
Insomma, dai… ogni anno mi ripropongo di non tornarci più, ma ogni anno devo compiere il mio dovere di ludocronista, e raccontare i giochi a chi non può esserci. Ma senza questo “dovere morale”, per me Lucca sarebbe depennata dalla lista delle manifestazioni.

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3 thoughts on “La mia Lucca 2012

  1. Io appunto l’ho depennata proprio quest’anno e senza alcun rammarico. Lucca rappresenta ormai un chiaro esempio di organizzazione all’italiana: ci vanno, si lamentano ma continuano ad andarci indi perchè migliorarla???
    Ripeto: nessuna grande novità; costo biblietto alto; servizi scarsi o inesistenti; poche possibilità di provare giochi e se anche si riesce lo si fa male; poche possibilità di poter giocare a qualche tavolo con tranquillità.
    Riguardo a Greebo, che conosco personalmente, devo dire che è un ottimo professionista oltre al fatto che le sue miniature sono veramente belle, secondo me un esempio di imprenditorialità che in generale in Italia non c’è.

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