First Impressions: Chaostle

Ordunque, come funziona Chaostle? Che esperienza di gioco dovremmo aspettarci?

Una volta letto il regolamento (la versione 2.0, decisamente più chiara), il gioco in sè sembra abbastanza facile e scorrevole, e per questo abbiamo deciso di giocarlo senza pretese, peraltro supponendo che sarebbe stata una partita da 60-90 minuti. Non è così! Ma andiamo per gradi.

Dopo aver montato il pittoresco tabellone e piazzato i vari blocchi che costituiscono i livelli del castello, ciascun giocatore sceglie la sua squadra. Nelle istruzioni c’è scritto che non esiste un metodo ufficiale per costruire la squadra, per cui noi abbiamo optato – giocando in sei persone – per una squadra da 5 livelli, scegliendo un personaggio alla volta, a turno. Va menzionato che i personaggi di Chaostle hanno livelli diversi, che variano da 1 a 3, quindi si possono prendere nel nostro caso 2 personaggi (lvl 3 e 2), o 3 (3,1,1) o qualsiasi altra combinazione venisse in mente, a patto che ci siano sufficenti miniature. Abbiamo notato che in 6 è rimasta una sola miniatura fuori, a formare quello che viene definito il gruppo dei Mercenari.

Una volta fatto questo, ciascun giocatore sceglie un colore, che a sua volta determina il punto di partenza ed il punto di arrivo per entrare nel centro del castello. Lo scopo del gioco è attraversare praticamente tutto il tabellone ed arrivare accanto al proprio punto di partenza; da lì si procede a percuotere il Castello (che ha 100 punti ferita nel gioco base, ma può arrivare a 999, come si desidera), e una volta forzato il castello (i.e., ridotto a 0 punti ferita) si può entrare nel centro e quindi vincere. Si può decidere che per vincere occorre portare più di una miniatura al centro, ed insomma le condizioni di vittoria possono essere variate a piacimento per allungare ulteriormente la partita (per abbreviarla non saprei, dobbiamo provare).

All’inizio della partita ciascun giocatore schiera una delle sue miniature, poi si inizia a giocare. Ogni giocatore al suo turno tira il dado, ed a seconda del risultato muove la sua miniatura o mette in gioco una delle sue riserve, e poi può capitare che debba anche tirare sulle tabelle del fato che costituiscono i veri imprevisti del gioco, e possono essere positive o negative (50%). Inoltre, un personaggio può decidere di usare un’abilità speciale o di attaccare un personaggio avversario.

I combattimenti sono abbastanza rapidi e molto casuali, dato che in ogni round di combattimento si tira un dado per vedere che arma si usa. Se l’arma è fuori portata, il combattimento ha termine (se il giocatore così desidera), altrimenti si continua. Vincere equivale a migliorare una delle voci della scheda, perdere significa essere rimessi nelle riserve.

Si possono scegliere diversi percorsi per muoversi sul tabellone: il meno rischioso ma molto lungo passaggio esterno, oppure i livelli superiori, che comportano più rischi perchè è più difficile muoversi saltando tra gli spazi vuoti. Alla fine un personaggio arriva davanti al centro, attacca il castello e lo demolisce. Nella nostra partita gli altri erano rimasti troppo indietro per poter contrastare efficacemente il vincitore, che ha potuto demolire le mura ed entrare al centro senza opposizione, ma in generale credo sia possibile opporsi attaccando con inaudita violenza.

Cosa penso di questo gioco? Chaostle, alla prima partita, è risultato gradevole per tutti. Certo, è durato più di due ore, ma questo perchè in sei il gioco procede lento, ed anche perchè essendo alla prima partita abbiamo dovuto consultare più e più volte tabelle e regole. Credo che con un gruppo “smaliziato” di 4 giocatori la partita potrebbe durare anche di meno. Ma il gioco in sè è un bel modo di “non pensare”, nel senso che fluisce libero, senza troppo impegno mentale. Non è una dice-feast, perchè alla fine i tiri di dado sono pochi, ma certo non è il german game alla Caylus, e di questo ne sono più che contento.

Se non costasse uno sproposito dato il materiale ed il fatto che è un gioco USA, Chaostle sarebbe un buon gioco per chi vuole passare due ore senza pensare, un “beer & pretzels game”, per dirla all’americana. Ma la reperibilità di questo pur ben presentato gioco in Italia lo rende una chicca davvero per pochi. Peccato, perchè qualche buon numero ce l’ha.

Di seguito qualche immagine del gioco. Le miniature sono dipinte da me ma non ancora finite.

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