First Impressions: Last Will

Inauguro stamattina una nuova “rubrica” nel blog, chiamata First Impressions. In breve, si tratta di “mini-recensioni”, scaturite però solo da una o due partite, e che possono solo dare una vaga idea del gioco, ma almeno forniscono appunto le prime impressioni su componenti, stile, feeling, e tutte queste cose qui. A cosa serve? Potrei rispondervi chiedendo a mia volta se davvero esista al mondo qualcosa che serva veramente. Ma no, una risposta più semplice è che tramite queste First Impressions sarà possibile avere un’idea generale sul gioco, senza dover leggere chilometriche descrizioni delle regole e del colore delle pedine o della qualità della stampa sul coperchio della scatola. Utile se avete poco tempo e volete avere un’idea del gioco.E si inizia con Last Will.

La scatola del gioco (immagine tratta da BGG)

Last Will è un gioco di Vladimír Suchý, pubblicato dalla Czech Games Edition in diverse lingue (no, non c’è in italiano, per ora). Va menzionato subito che a parte le regole, il gioco è indipendente dalla lingua. L’argomento del gioco è un’eredità: in pratica i giocatori sarebbero beneficiari di una cospicua eredità, ma la clausola per ottenerla è quella di spendere una data quantità di sterline entro un determinato giorno (in termini di gioco: sette turni). Appena un giocatore dichiara bancarotta, il gioco termina; oppure, si va avanti fino al turno 7 e chi ha meno soldi (o più debiti) è considerato vincitore.

I componenti del gioco sono piuttosto sobri, dal colore alle pedine (cilindri e dischetti di legno, per lo più, con qualche eccezione). Le regole sono poche e piuttosto semplici, e come ho detto il gioco non dipende dalla lingua, una volta letto il regolamento. Il tabellone di gioco è in realtà costituito da due tabelloni: uno per le carte e l’altro per l’ordine di turno più alcune azioni da poter compiere (andare a teatro, pescare una carta, modificare il mercato immobiliare, acquistare più posti per le carte da giocare). Infine ci sono tante carte, divise essenzialmente in 5 tipi: eventi (di solito “one shot”), compagni (donne, cuochi, cavalli e cani), immobili (palazzi, ville, magioni e case di campagna), ed aiutanti e spese (che permettono di sperperare al meglio i propri soldi). In più ci sono delle carte speciali che vengono rese disponibili, scoperte, solo sul tabellone – e che permettono begli incrementi del proprio potere di spesa.

La partita si svolge in maniera semplice: una volta scelto il canonico colore e ricevuto il proprio set di pedine, ad ogni turno i giocatori decidono l’ordine di gioco piazzando le proprie pedine su un apposito tabellone. Ogni posizione nel turno comporta vantaggi e svantaggi, come il ricevere più o meno carte o azioni da fare, ma d’altro canto giocare per primi può essere un vantaggio.

Al proprio turno, un giocatore fa tre cose: 1) pesca un numero di carte variabile (a seconda dell’ordine di turno), 2) posiziona i suoi servitori sul tabellone di gioco, in modo da raccogliere carte o influenzare il gioco in altro modo, e 3) compiere un determinato numero di azioni, che dipende dall’ordine di turno ma anche dagli aiutanti che un giocatore controlla.

Le carte servono a spendere, ovviamente. Alcune carte, gli eventi, permettono di spendere in un colpo solo, e vanno giocate e scartate. Altre carte, come i compagni, vanno giocate su carte preesistenti per aumentarne il costo (per esempio una cena diventa più costosa con un cuoco di classe ed una bella signora a cui accompagnarsi). Gli immobili hanno due valori diversi: infatti si acquistano, ma vanno anche mantenuti, altrimenti si deprezzano (il che è un vantaggio…), ed infine gli aiutanti e le spese servono appunto a spendere di più e meglio; essenzialmente permettono di fare più azioni di quelle che in teoria avremmo ricevuto dall’ordine di turno.

Dal tabellone è possibile raccogliere carte scoperte, oppure modificare il mercato immobiliare (essenzialmente comprare a più e vendere a meno!), sperperare soldi andando all’opera, pescare una carta in più, o acquisire più spazi per giocare le proprie carte. Si, perchè ogni giocatore può tenere a terra un numero limitato di carte, e quindi acquisire più spazio può essere utile.

Dopo aver pescato le carte e piazzato i propri servitori, si compiono le azioni. In generale, giocare una carta è un’azione, e fare manutenzione ad un immobile è un’azione (ci sono carte che permettono di fare queste cose senza pagare azioni).

E veniamo al gioco in sè. Last Will è un gioco relativamente rapido, con poche regole. In ogni turno un giocatore deve massimizzare la spesa, per esempio dando sontuose cene o andando a fare crociere con cani e signore al seguito, ma anche usando gli immobili posseduti. In generale, conviene lasciar andare una casa in rovina, prima di cominciare a spendere per mantenerla. Questo perchè per vincere un giocatore NON può possedere immobili, quindi dovrà venderli, e vendendoli guadagna soldi. Il controllo del mercato immobiliare permette di limitare questi “danni”, ma fino ad un certo punto. I turni scorrono abbastanza veloci, anche perchè l’unica fase che si compie davvero “in solitario” è quella delle azioni, che di solito non sono mai molte (massimo 4, a meno di non avere carte che aumentano le azioni possibili). Anche le scelte sono limitate (giocare carte e/o fare manutenzione), ma questo non deve ingannarvi, perchè in realtà le possibilità di spendere sono tante, e non è facile scegliere un percorso di dilapidazione oculato e proficuo. E’ strano, ma spendere tanto non è semplice.

La partita termina relativamente presto (7 turni o quando uno va in bancarotta), ma non c’è quella sensazione di “incompiuto”, come può succedere per esempio in Agricola o altri giochi a turni limitati in cui sembra che il tempo sia sempre troppo poco. Last Will sembra molto ben calibrato e non annoia affatto, e l’elemento aleatorio (che io amo in ogni gioco) non è così tanto presente da rovinare la serata agli amanti dei noiosi german games.

Conto di fare altre partite a questo simpatico gioco ceco, ma decisamente mi sento di consigliarlo a chi vuole passare un’ora a divertirsi spendendo e spandendo in stile nobile vittoriano. Davvero bello!

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