Le Battaglie di Westeros parte 1: contenuti

La Fantasy Flight Games (FFG), nota per la qualità e la prolificità dei titoli, ha acquistato qualche anno fa i diritti di un gioco della Days of Wonder (DoW), chiamato BattleLore (BL). All’epoca, BL aveva avuto un discreto successo ma per varie ragioni la DoW ha deciso di cedere i diritti del titolo e di conseguenza il destino di un gioco dalla componentistica eccezionale e dalle collaudate meccaniche “card-driven” di Borg.
Dato che la FFG detiene (e sfrutta a pieno ritmo) i diritti per la saga simil-medioevale di George R. Martin (“A Game of Thrones”, in Italia nota come “Il Trono di Spade”), ha deciso di cambiare BL in un gioco ambientato appunto nella saga dei troni. E così BL diventa Battles of Westeros (BoW), tradotto anche in italiano (“Le Battaglie di Westeros”) dalla Stupor Mundi.
Va menzionato che questa mossa ha spiazzato e contrariato i fans di BL, che hanno temuto l’abbandono del gioco. Invece la FFG ha continuato e continua a pubblicare espansioni validissime per BL, il che fa ben sperare per il bel titolo medieval-fantasy.

Ma in questo e nel prossimo articolo ci focalizzeremo sulla scatola BoW, ma aspettatevi molti paragoni con BL (del quale sono un fan). Il setting è una serie di battaglie principalmente tra Stark e Lannister. Va detto che già questo tradisce un po’ lo spirito dell’opera di Martin, che è incentrata in maniera pure troppo eccessiva su omicidi ed intrighi di corte, e lo spazio per la guerra è relativamente poco; tuttavia la guerra è un dato di fatto quando la politica si conduce con allegria e qualche pugnale o decapitazione di troppo, quindi l’occasione era piuttosto ghiotta.
Andiamo a vedere allora cosa contiene la scatola di Battles of Westeros.

La scatola è quadrata in stile FFG, e realizzata in cartoncino opaco; i colori dominanti sono il bianco, il grigio ed il rosso ed al centro della scatola c’è una bella immagine di un comandante Stark in armatura da campo, con il suo fido Dire WOlf (non lo chiamerò MAI “meta-lupo”, abbiate pazienza), che conduce le sue truppe verso gli eserciti Lannister che si stagliano sulla pianura sottostante, sotto un cielo di cupe nubi foriere di tempesta. D’altronde, “l’inverno sta arrivando”.

La scatola appena aperta, coi manuali ed i fustellati

All’apertura della scatola troviamo innanzi tutto i due volumi (regolamento e scenari). Qui troviamo il primo punto a sfavore di BoW rispetto a BL. Nulla da eccepire sulle regole, ma il volume delle regole di BL era decisamente più bello, più corposo, più chiaro di questo qui di Bow. Il volume degli scenari (qui chiamato “piani di battaglia”) è invece più grande in formato di quello di BL, ma con meno scenari. Gli scenari sono descritti chiaramente, le regole sono piuttosto chiare ma mancano di sottolineare spesso i punti importanti (p.es. scambiare due segnalini uguali per uno di altro colore; unità in supporto; etc.), così che occorre una lettura molto attenta la prima volta, e se dimentichi una regola “minore” ma importante, non è facile trovarla.

I segnalini ancora da staccare!

Sotto i due manuali troviamo una grande ziplock con i fogli dei segnalini fustellati, della stessa qualità di quelli di BL, e sotto le mappe esagonate (come quelle di BL), anche loro contenute in un’altra grande ziplock. Questo può essere un vantaggio perchè le mappe non rischiano di rovinarsi quando vengono messe a posto (ma pare che includere qualche ziplock sia diventato uno standard della FFG, finalmente).
Sollevo le mappe ed i fogli fustellati e bam! Prima sorpresa davvero negativa: la scatola contiene il solito, inutile, divisore in cartoncino della FFG. Nello spazio centrale ci sono i due mazzi di carte (di cui parleremo dopo), e devo sollevare il divisore per trovare le miniature in plastica, ahimè – altra brutta sorpresa – contenute in ziplock; laddove in BL avevamo un pratico vassoio in plastica per le pedine e le carte ed un vassoio trasparente per le miniature, qui abbiamo una cosa molto più sbrigativa. Punto negativo senza dubbio alcuno. In un’altra ziplock ci sono i dadi ad 8 facce (invece che a 6), in plastica (e non in legno come in BL, ma alcuni lo considereranno un vantaggio).

Le poche carte e il simpatico divisore in cartone.

La mappa, a doppia faccia, è ripiegata in sei parti, tutta esagonata, e tutta verde. Ci sono due tipi di mappe, quella A, più larga, e quella B poco più stretta, ma a parte questo non hanno altre particolari differenze. Fin dalla mappa si nota l’aspetto più cupo che la FFG ha voluto dare al gioco (su qualche esagono c’è del sangue, su altri ci sono ossa e scheletri). Non troviamo segnapunti, testo o altre cose sulla mappa, solo verdi esagoni di erba.

La mappa tuttavia può essere riempita (in stile BL e predecessori) con esagoni che rappresentano diversi tipi di terreno. La qualità è esattamente identica a quella di BL, non ci sono differenze apprezzabili nemmeno nella grafica. Gli elementi scenici presenti nella scatola sono ovviamente in quantità sufficiente per gli scenari contenuti nel libro base.

Andiamo a vedere le miniature.

Le miniature e le basi nelle ziplock

Qui c’è la vera caduta di tono di BoW, almeno in termini di appeal estetico rispetto a BL. Se infatti gli sculpt sono più accurati di quelli del suo illustre predecessore, la scala è ridotta rispetto a BL(probabilmente per evitare l’uso di proxies? Io credo di si), e questo va decisamente a discapito della qualità generale. Inoltre le miniature sono invariabilmente deformate – ben più di quelle delle mie due confezioni di BL (di due stampe diverse); come si vede dalla foto i cavalieri Lannister hanno chiaramente un’avitaminosi pronunciata. Peggio del peggio: le singole unità vanno infilate una per una nelle basette – ma essendo sia basette che unità deformate durante il processo di produzione, l’impresa è a dir poco ardua, tanto è vero che nel manuale viene consigliato l’uso della colla. Ben poco disturbo, direte voi. Peccato che questo comporti una perdita di tempo notevole nel preparare la primissima partita. Infine, ciliegina sulla torta, gli stendardi sono in cartoncino; la FFG, capito l’errore e fiutato l’affare, è corsa ai ripari mettendo in vendita stendardi in plastica stile BL. Peccato però che già il gioco costa uno sproposito (ben più di BL rispetto al contenuto), e quindi se volete anche gli stendardi il costo totale levita. Questa è davvero una grossa caduta di tono che non ci aspettavamo dalla FFG, diciamocelo.

I cavalieri Lannister con qualche problema di vitamine...

Carte: le carte sono relativamente poche per uno che è abituato a BL, ma la ragione c’è ed è pure valida (la scopriremo quando si parlerà del gioco in sè). I disegni sulle carte sono interessanti – nulla che faccia gridare al miracolo, ma mancano di titolo (che avrebbe aggiunto un po’ di atmosfera al gioco). Oltre alle carte per dare ordini, la scatola contiene altri due tipi di carte: quelle che raffigurano unità e leader, e quelle che permettono di costruire i propri scenari. Senza dubbio quest’ultima cosa è un passo avanti rispetto alla scatola base di BL (ma con tutti i passi indietro in termini di materiali, almeno questa ci voleva).

Infine segnalini e dadi: i dadi in plastica ad 8 facce riportano ciascuno 3 scudi verdi, 2 blu, 1 rosso, 1 bandiera ed 1 simbolo di un guanto viola. Già da qui si intuisce che sarà ben più facile di prima eliminare le unità verdi e quelle blu. Un miglioramento rispetto a BL? Lo vedremo durante il gioco.
I segnalini, che sono il motore del gioco, sono durevoli e piuttosto chiari. Ci sono segnalini per ogni evenienza (inclusi i leader), ma quelli più usati sono i segnalini di comando (tondi con i simboli che troviamo sui dadi), quelli degli ordini dei leader (grigi), e quelli di battaglia (rettangolari seghettati con i simboli degli Stark e dei Lannister).

In conclusione: il materiale di BoW ha suscitato in me reazioni diverse. Se da una parte alcuni materiali sono della stessa qualità di BL, dall’altra il manuale è discutibile (ma è lo stile FFG) ma soprattutto sono le miniature a rovinare la festa. Se il gioco non fosse stato ispirato a Martin, e/o non fosse stato FFG, sarebbe stato condannato senza mezzi termini – invece su tante recensioni (che per lo più iniziano dicendo quanto è bello e figo il ciclo di Martin) il problema delle miniature e dei materiali passa davvero in secondo piano. E, vi garantisco, non è affatto un problema secondario. Ma il potere dei nomi è noto fin dall’antico Egitto, quindi dobbiamo inchinarci. Resta da vedere se BoW resisterà al test delle partite giocate. Ma lo vedremo nella prossima puntata.

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One thought on “Le Battaglie di Westeros parte 1: contenuti

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