Play 2011 – vista dal Normanno

Anche per questo 2011 c’è stato l’immancabile, ed imperdibile, appuntamento con la più grande convention ludica nazionale, cioè Play Modena (erede della gloriosa ModCon). Stavolta ho avuto la fortuna di partecipare alla convention come reporter per Gioconomicon, e quindi ho potuto dare uno sguardo un po’ più ampio almeno nell’area boardgame e gdr.

Va detto innanzi tutto che la Play quest’anno è stata organizzata molto meglio degli anni precedenti, ed i dati ufficiali parlano di un incremento del pubblico di circa il 15%, il che è un risultato di tutto rispetto. Ma tralasciamo i numeri (chi mi conosce sa che non amo ridurre le cose a statistiche… nemmeno nei gdr!), e veniamo alle impressioni.

In primo luogo, lo spazio ludico: se dovessi usare il termine “decine” per indicare la quantità di tavoli a disposizione per giocare, sarei riduttivo. Non so quanti siano stati esattamente, ma l’intero padiglione principale era un’immensa distesa di tavoli da gioco. La sezione Ludoteca era decisamente forte, curata quest’anno da diverse associazioni (tra cui i padroni di casa della 3M e l’immancabile ed infaticabile Tana dei Goblin), con una forte presenza dei pochi editori e grandi distributori italiani, ciascuno con almeno 6-7 tavoli a disposizione per far provare i loro giochi.

Naturalmente la Play non va vista come una mostra – mercato, ma esattamente come quella che è: una convention ludica, dove l’occupazione princpale dei visitatori è quella di giocare. La maggior parte degli espositori che potevano vendere hanno anche praticato una valida politica dei prezzi, ed è stato possibile trovare sconti anche fino al 50% su molti prodotti (alcuni dei quali usciti nel 2011!). Personalmente mi son lasciato tentare da Wrath of Ashardalon scontato, ma ho anche preso un’espansione per A Touch of Evil, ed il gioco Letter of Marque (questi ultimi due a metà prezzo). Oltre ai boardgames, giochi di carte e giochi di ruolo, una buona parte della mostra era incentrata anche sia sui giochi della Lego – ormai sempre più presente sul mercato ludico, sia sui giochi tradizionali in legno. Non mancavano nemmeno alcuni gruppi storici (tra cui i miei complimenti ai Napoleonici) anche se in fatto di filologicità qualcuno ha lasciato un po’ a desiderare – ma si sa, è il trend della rievocazione storica in Italia. Purtroppo, sempre a mio vedere, la solita nota stonata del cosplay, che continuo a percepire come un “inquinamento” di una convention ludica. Ma siccome chi ne capisce davvero non la pensa così, sarò io a sbagliare.

E veniamo ai giochi. Ho potuto provare sia giochi già pubblicati sia alcuni prototipi, alfa e beta. Tra i giochi già noti ho avuto occasione di provare Olympus e Magestorm. Olympus l’ho trovato di una noia mortale, una sorta di Kingsburg (che già non brillava) in versione priva di dadi – molti giocatori ritengono che il dado sia un male per i giochi. Risultato: interazione praticamente zero, ci si limita a piazzare pedine per raccogliere risorse ed eventualmente giocare carte, ed il tema “gli Dei Greci” è stato appicciato sopra giusto per dare un titolo. Il gioco è anche relativamente lungo, e quindi nonostante la veste grafica notevole (ed il conseguente prezzo decisamente alto per quanto offre) con ogni probabilità non entrerà mai nella mia wishlist.
Per quanto riguarda Magestorm, sinceramente avevo delle notevoli aspettative in proposito, ma la gestione del movimento, i combattimenti privi di dado, ed il regolamento un po’ troppo macchinoso mi hanno fatto desistere dall’acquisto. Va detto, tuttavia, che se i materiali hanno ben poco di originale, il sistema di gestione della magia è invece un tocco di genio – vedremo se con altre partite questo sistema di gioco saprà coinvolgermi.

Tra i prototipi ho provato diversi giochi, le cui anteprime potrete leggerle su Gioconomicon. Tutti i giochi che ho provato mi hanno colpito in positivo. Ankh-Morpork non ha disatteso le mie speranze di un bel gioco a tema sul Mondo Disco (peraltro mi è ovviamente toccata la parte di Samuel Vimes); 011 ha delle meccaniche davvero innovative e tutte riunite piuttosto bene (la presenza dei Therion nel gioco è solo un incentivo in più per il mio futuro acquisto…); A la victoire! è un simpatico gioco di carte sulla battaglia di Austerlitz, che simula bene uno scontro con delle regole semplici ed efficaci; La Battaglia di Ravenna è ancora in fase di sviluppo ma promette bene; ed infine forse il gioco con cui mi sono più divertito, Venture di Mario Barbati – una sorta di Heroquest ringiovanito ed al passo coi tempi. Ma da un amante del Dungeon Crawl forse non poteva essere altrimenti (va notato che Venture esiste già come print & play, ma uscirà presto come gioco in scatola).

Va menzionata anche la serata all’Asta Tosta, sempre capace di suscitare risate spontanee (miglior battuta della serata, a parte i cavalli di legno, è stata l’introduzione alla vendita di un modulo di D&D 3.5 riguardante qualche zona paludosa…), e di “rimobilizzare” il capitale ludico.

Difetti? Mah, a parte il cosplay sinceramente non riesco a trovare difetti in questa manifestazione che a mio parere resta l’esempio da seguire per le convention ludiche in Italia. Forse chiudere più tardi delle 19:30 però avrebbe giovato… e magari fare tre giorni invece di due, chissà…

Per concludere questa breve serie di annotazioni, sono doverosi i ringraziamenti: innanzi tutto a Massimiliano ed a tutto lo staff di Gioconomicon (“lavorare” con loro è davvero divertente). Grazie a Mariano e Micaela, compagni di viaggio da e per Napoli; grazie a Fabio del Mutant Chronicles Italian Club; grazie pure a Manolo, Federico, Antonio e Francesco di Giochi Uniti e Nexus Games; grazie agli autori che mi hanno fatto provare i loro giochi (Wallace solo per procura, ma ok); ed immancabili saluti ai Goblin che nonostante il continuo impegno hanno trovato il tempo di chiacchierare un po’ con me. Insomma, questa Play è stata decisamente una bella esperienza. E complimenti al pazzo che ha speso 21 euro all’Asta Tosta per passeggiare 10 minuti con la cosplayer in lingerie. Mah.

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