Dust Tactics – parte 1: overview e componenti

Quando venne pubblicato Dust, molti lo videro come un risiko avanzato (complice la pubblicazione in Italia curata dalla E.G.). Tuttavia il background e le meccaniche lasciavano ben presagire, ed infatti Dust si è conquistato un suo posto nel cuore di molti appassionati. Nel frattempo lo studio Parente (noto per i notevolissimi lavori di illustrazione, primi tra tutti quelli di Mutant Chronicles) aveva annunciato qualcosa di più che un semplice gioco di strategia: le voci e le immagini che circolavano su un gioco di miniature con carri armati bipedi e miniature dettagliate, alla At-43, per intenderci, si sono moltiplicate, e la cosa – ovviamente – non poteva lasciarmi indifferente. Che il gioco fosse ambientato nell’universo di Dust era un bonus aggiunto.

Così ho seguito le vicende di questo gioco e sono stato molto contento quando ho appreso poco tempo fa che sarebbe uscito sotto l’egida della Fantasy Flight. Una garanzia (nel bene e nel male), e la certezza della pubblicazione almeno della scatola base. Certo, il lavoro svolto per AT-43, ed ancora peggio per Mutant Chronicles, gettava ombre davvero cupe su questo Dust Tactics. Eppure la cosa è andata avanti e finalmente il gioco è stato pubblicato. L’uscita qui in Italia è stata annunciata proprio in questi giorni dalla Giochi Uniti (il gioco, naturalmente, è in inglese, ma è assolutamente indipendente dalla lingua, una volta tradotte le regole e gli scenari). Io ho avuto la fortuna di poterlo avere esattamente in concomitanza con l’uscita italiana, e così ho deciso di proporvi le mie impressioni. Come al solito, quando si tratta di giochi con molti pezzi, preferisco dividere i miei commenti in due post, ed il primo tratterà dell’apertura della scatola e dei componenti che troveremo al suo interno.

Dunque, partiamo dalla scatola. Il formato è quello dei “monster games” della FFG, ma il colore è diverso e stacca moltissimo rispetto alle altre scatole dello stesso tipo. Il bianco predomina (anche a causa del background del gioco…), e sulla scatola campeggia una cruenta battaglia tra le forze americane e tedesche presso un’installazione antartica dell’Asse. Già, dimenticavo il background. Per quelli che non sono familiari con Dust, siamo nel 1947 su una Terra “alternativa”, in cui la seconda guerra mondiale non è ancora finita, anche e soprattutto per la scoperta di un materiale molto particolare, probabilmente di origine aliena, il Vk, che permette di costruire macchine da guerra ed armi sempre più potenti. In tutto questo la maggior concentrazione di Vk è in Antartide, e c’entrano pure gli alieni. Il background, per un amante di questo stile come me, promette bene, insomma.

Ma solleviamo il bianco coperchio e guardiamo cosa c’è all’interno. La scatola appena aperta mostra le plance che formano il campo di gioco modulare, di forma quadrata e divise a loro volta in 9 grossi quadrati. C’è da dire che le plance sono contenute in una pratica ziplock quadrata. Anche le regole sono contenute nella ziplock, insieme al libro degli scenari dell’Operazione Blue Thunder, e ad un fumetto dello studio Parente. Primo bel colpo. Nota negativa: odio i regolamenti quadrati, sono scomodi da leggere, ma a quanto pare la FFG li adora.

Il primo layer della scatola: mappe e regole.

Sollevando le plance e le regole compaiono gli altri pezzi del gioco. Qui la FFG ha “toppato” un po’. Sulla sinistra della scatola c’è un blister contenente i quattro mezzi corazzati, smontati. Sulla destra invece c’è un separatore in cartoncino bianco che contiene due scatole in cartoncino contenenti le miniature di fanteria, gli ostacoli/pezzi di scenario (casse di munizioni e denti di drago), le schede delle unità a colori, ed i necessari dadi.

Il secondo layer: i tank americani sono già stati rimossi.

Ed andiamo a vedere i pezzi in dettaglio. Le regole sono scritte in maniera ordinata e piuttosto chiara, con molti diagrammi e tutte a colori. Il problema è che gli errori di stampa sono parecchi, ed in un paio di casi potrebbero mettere a repentaglio la comprensione delle regole per un neofita. Per esempio quando parla di Squadra indica i valori di armatura delle fanterie, ma invece di trovare 1-2-3-4 come vorrebbe la logica, troviamo 1-1-1-1 (tipico copia e incolla non corretto). Anche l’inglese non è estremamente corretto, ma almeno si capisce.
Anche il libro degli scenari ha un errore tremendo (Invece di “Defender” troviamo la sola lettera “s”), ma per il resto non c’è molto altro da eccepire. Peraltro il libro degli scenari riporta anche un’utile guida con molto background per le varie unità, comprese le colorazioni per chi volesse cimentarsi a dipingere le miniature. Gli scenari sembrano interessanti, anche se sono abbastanza nella norma. Sul fumetto non posso dire molto, perchè non sono un grande conoscitore dello stile in questione; è un po’ cruento, e soprattutto è troppo breve, ma serve decentemente a rendere l’atmosfera del gioco.

Schede delle unità e dadi sono poco commentabili, nel senso che le schede sono ben fatte, chiare ed a colori, mentre i dadi sono tutti neri, a sei facce, con due simboli di “colpito” e quattro facce vuote. Da quanto leggo nelle regole questa scelta ha il suo perchè (e pare funzionare, come vedremo nella seconda parte della recensione). Punto negativo: le schede dei veicoli hanno un contatore dei punti ferita, ma non c’è alcun mezzo per tener conto dei danni, se non scrivere direttamente sulla scheda. Male, malissimo. Ovviamente per chi ha pezzi sparsi nella scatola dell’usato c’è la possibilità di rimediare un segnalino o due, ma per chi non è un boardgamer incallito questa non è una buona notizia. Con tutto il contenuto della scatola (e visto il prezzo medio di vendita che arriva a 100 eurini per la versione base ed oltre 300 per quella predipinta de luxe) potevano pure metterci un foglio di segnalini in cartoncino.

Schede e dadi.

I pezzi da “scenario” sono 6: quattro casse di munizioni e due denti di drago (o come altro volete chiamare gli ostacoli per tank in cemento). Sono miniature in plastica ben scolpite ma hanno qualcosa di poco “rifinito”, sembrano piatti ed opachi. Certamente basterà un’inchiostrata a renderli più belli, ma in ogni caso fanno il loro dovere. Sono resistenti e chiaramente definiti, anche se siamo anni luce dai container e dai nanodistributori di AT-43.

Elementi di scenario con un fante tedesco.

E veniamo alle miniature. La scatola include due eserciti iniziali: USA e Germania. Ciascun esercito conta tre squadre di fanteria (5 uomini per squadra), 1 eroe a piedi, e due veicoli corazzati bipedi; quindi 18 miniature per parte. Non male! Cominciamo a guardare i nostri corazzati.

Lo chassis dei veicoli è standard (uno per ogni nazione, ovviamente), e quello che varia è l’armamento. Gli USA hanno a disposizione l’equivalente di uno Sherman e di un Crocodile, in pratica un cannone anticarro ed un lanciafiamme semovente. Entrambi hanno armamento secondario (due mitragliatrici di gittata diversa). I tedeschi hanno l’equivalente di un Tigre con due cannoni e un mezzo più debole ma ugualmente pericoloso in corpo a corpo, armato di cannone leggero e di un artiglio da battaglia.

I tank americani.

Un corazzato tedesco in montaggio.

Le miniature sono dipinte con una sorta di primer, e riportano decals già stampate su alcuni pezzi. Questo renderà difficile il compito di chi vorrà dipingerle. Altro difetto grave: le miniature sono disassemblate, vanno montate, ed i pezzi più piccoli (p.es. i fari dei tank americani, e le mitragliatrici di entrambe le nazioni) hanno difficoltà ad essere inserite negli alloggiamenti. In più, una volta montati io sconsiglio vivamente di smontarli di nuovo, e questo pone problemi per quando vorrete rimettere a posto il gioco. Ma per il resto il livello di dettaglio è davvero incredibile, con pezzi mobili (torrette, cannoni, protezioni, fari etc.), e dettagli da veri modellisti.
Una volta montati, i quattro camminatori sono piuttosto impressionanti, soprattutto quelli tedeschi, e certamente non sfigureranno sul campo di battaglia.

I quattro corazzati.

Le miniature dei soldati invece vengono “servite” in ziplock singole, all’interno di due scatole di cartoncino. Per quanto non sia facilissimo rimetterle a posto, l’idea delle ziplock è ancora una volta valida. Il dettaglio dei soldati è impressionante, ed in più anche loro hanno parti semoventi. Le truppe tedesche sono corazzate ed armate di anticarro e di laser, laddove gli americani hanno a disposizione ranger con armi pesanti e fucili d’assalto. Entrambi i contendenti hanno un’unità di ricognitori. Le miniature sono molto belle a vedersi, e faranno la gioia di chi ama dipingere. Gli eroi, entrambi fanti, sono ben caratterizzati: l’eroe americano ha a disposizione un bel bazooka, laddove la crudele comandante tedesca ha una pistola pesante.

Fante tedesco con la sua ziplock.

Questo esaurisce l’analisi dei pezzi nella scatola. In conclusione, miniature spettacolari, non facili da assemblare (richiedono un minimo di abilità da modellista), un po’ incasinate da mettere a posto, ma nel complesso un’ottima scelta. Regole solide e in generale ben scritte. Contenuto accessorio della scatola un po’ scarsino. Peraltro a quanto pare sono in programma già diverse espansioni che metteranno in campo camminatori da artiglieria, nuove truppe, nuovi specialisti, un intero esercito alieno e udite udite gli aerei. Il programma si prospetta buono (e questo è male per le mie tasche…), ed ora vi do’ appuntamento alla seconda parte, in cui si parlerà di come funziona il gioco.

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